Ecco la notizia. Matteo Renzi ha appena comunicato che il semestre europeo guidato dall’Italia si apre a Pozzallo, in Sicilia, davanti ai feretri delle ultime 30 vittime di una fuga disperata chiamata migrazione. Trenta morti per soffocamento. Ma si calcola che in fondo al mare ci sia un cimitero di almeno 20 mila migranti che non sono mai arrivati.

Renzi ha detto che d’ora in poi l’Europa comincia qui, sulle rive piene di cadaveri del Mediterraneo, e nessuno riuscirà a distrarre la presidenza italiana da questo dovere. Primo: basta con i morti. Secondo: noi continueremo a salvare esseri umani a tutti i costi. Terzo: noi, da soli, non possiamo farcela.
 

Ma sia chiaro che l’Italia non potrà né vorrà affrontare alcun altro impegno prima di avere assolto a questo dovere: fermare la morte in mare. Ha detto ancora Renzi: non illudetevi di guardare altrove. Ci sono guerre, repressioni, invasioni, persecuzioni di religione e di etnia, Paesi senza governo e governi (il terrorismo) senza Paese, e tutto ricadrà su di noi (noi Europa e, prima di tutto noi, l’Italia) a mano a mano che le vittime innocenti fuggono in cerca di salvezza.
 

Eppure siamo noi i complici di questo disastro. Noi che non abbiamo una politica estera europea.
 

Renzi alla fine ha precisato: non è vero che vogliamo prenderli tutti. Ma è vero che vogliamo salvarli tutti. Noi, il governo italiano del semestre europeo, non ci muoveremo di qui finché l’Ue, Paese per Paese, governo per governo, non si unirà a noi. Chiediamo al nuovo presidente della Commissione Juncker di non parlarci della nomina di un Commissario all’Immigrazione. Qui non troverebbe neanche un ufficio, ma sempre nuovi morti, sempre nuovi profughi, le brandine dentro le chiese e le camere funerarie stracolme. Ha detto Renzi alla fine: è qui, è adesso che l’Italia batte il pugno sul tavolo.
 

(N.B. Al momento di andare in stampa questo testo non è pervenuto.Per tanto è frutto di pura immaginazione. Sappiamo però che d’ora in poi, in Europa, sopra i 30 euro pagheremo con bancomat).
 

Il Fatto Quotidiano, 1 Luglio 2014