“Io sono sempre stato per il rispetto del voto dato dalla base, questo è il principio della democrazia. Ho una certa ritrosia alle logiche del commissariamento che danno titolarità a soggetti che non hanno un riconoscimento”. Parole chiare quelle del presidente della Figc, Giancarlo Abete, al termine della riunione del Consiglio Federale  dove sono state ratificate le sue dimissioni da numero uno della Federcalcio. Abete, ai microfoni dei giornalisti, ha commentato anche i suoi rapporti con il Comitato Olimpico: “Tutti sanno che, al di là dei rapporti personali, non c’è condivisione da parte mia di alcune politiche sportive portate avanti. E’ risaputo che io scelsi un altro candidato (rispetto a Malagò, ndr), ma non è per questo. Ritengo che sia faticoso migliorare le situazioni delle federazioni sportive evidenziandone solo le criticità, non tenendo conto dei percorsi fatti in maniera lineare”. “Ora – aggiunge – devo gestire al meglio la situazione fino all’11 agosto. Non è mia abitudine abbandonare la nave. Cercheremo di lavorare sui temi di nostra competenza, come l’iscrizione ai campionati”. Abete risponde, poi, anche a una domanda su Ciro Esposito. “Da quello che si legge – dice – sembra che il responsabile della sua morte sia io. Evito di commentare in questa sede. Lo farò in altre sedi e mi fermo qua”  video di Mauro Episcopo