Carcere, andata e ritorno. Giovanni Berneschi, ex presidente di Carige, spedito nel carcere di Pontedecimo il 28 maggio con un’ordinanza di aggravamento degli arresti domiciliari per un ‘suggerimento’ di movimentare soldi alla moglie Roberta che conversava al telefono con il direttore del centro fiduciario di Carige Antonio Cipollina, può tornare agli arresti domiciliari nel suo splendido attico di via Romani a Genova perché quel ‘suggerimento’, se l’ha fatto, l’ha fatto per amore.

Ne sono convinti i giudici del Tribunale del Riesame cui si era rivolto il difensore di Berneschi Maurizio Anglesio dopo che la procura, intercettato l’ex presidente accusato di associazione a delinquere, truffa e riciclaggio, ai domiciliari da una settimana, aveva deciso di chiedere l’aggravamento della misura cautelare. Richiesta accolta dal gip che dispose gli arresti in carcere visto che Berneschi “aveva nei fatti violati gli obblighi”.

La telefonata che aveva portato Berneschi in carcere viene fatta il giorno dopo l’arresto di Berneschi. Scrive il giudice del Riesame che “dopo solo una notte passata a casa col marito in arresti domiciliari la moglie di Berneschi Roberta contatta il direttore del Centro fiduciario (una partecipata di Carige) Antonio Cipollina” e lo invita all’interno 2 di via Felice Romani, dove ha sede la MB Service. Due piani più su, nell’attico, c’è Berneschi. Sottolinea il giudice che proprio nel centro fiduciario “la famiglia Berneschi deteneva in conti e depositi un patrimonio finanziario di diverse decine di milioni di euro”.

Alle dieci del mattino “la signora Berneschi conversando con il marito accenna di aver avuto già occasione di parlare con Cipollina” e “sembrerebbe informare il marito che Cipollina sarebbe andato da lui quel giorno”. E infine arriva la telefonata tra la donna e Cipollina. “Quando la signora afferma “le vorrei vendere” – scrivono i giudici – Cipollina risponde ‘vendiamo, vendiamo'” e nelle intercettazioni a quel punto si sente la voce di Berneschi che dice: “Vendere e accreditare su quel conto“. Frase immediatamente ripetuta al telefono dalla moglie.

Per la procura s’innesta il sospetto che Berneschi voglia far sparire capitali, per il gip anche, tanto che aggrava la misura e lo manda in carcere. Per il Riesame è tutta un’altra storia. Berneschi, il cui comportamento è ritenuto dal Riesame ‘superficiale’ è intervenuto per aiutare sua moglie “piuttosto disorientata nel settore finanziario” a monetizzare titoli di proprietà della donna. Quindi, appello accolto, e Berneschi lascia la sua cella a Pontedecimo per tornare, da detenuto, a casa sua.

Intanto il governatore della Liguria Claudio Burlando ha ricordato, durante un’iniziativa in Confindustria che “ciò che è successo in Banca Carige lo ha scritto il Corriere della Sera nel 2006 e dal 2006 al 2014 lì dentro non è cambiato niente. Lo sapevate da otto anni che qualcuno comprava un immobile a 10 milioni e lo rivendeva il giorno dopo alle assicurazioni a 20 mln. Non va bene così! Il governatore della Banca d’Italia mi disse o cambiate voi Banca Carige o commissariamo – ha svelato Burlando – Io andai da Mario Draghi e gli dissi: se ha scritto tutte queste cose qui su Banca Carige sembrano vere”.