Chissà se Samantha Cristoforetti poterà anche un asciugamano quando sarà il momento di raggiungere la stazione spaziale internazionale in orbita, come consiglia uno dei suoi autori preferiti. “Mi sono sempre appassionata di fantascienza” – ha spiegato l’astronauta – “ho trovato divertente che il numero 42 della mia missione, corrispondesse al numero che nel libro di Douglas Adams Guida galattica per autostoppisti, è ironicamente la risposta a tutte le domande”. E così lei sta scrivendo una guida per noi terrestri, come possibili futuri viaggiatori intergalattici. 

Si chiama “Guida galattica per terrestri in missione” è il diario di bordo di Samantha Cristoforetti, 37 anni, ingegnere e pilota aeronautico, oltre che la prima astronauta donna italiana che raggiungerà la Iss (International Space Station) la notte del 23 novembre, con la missione Futura 42

samantha_cristoforetti_gravità“La Stazione spaziale internazionale – racconta Samantha Cristoforetti – è un laboratorio dove facciamo scienza, ma la considero anche come un avamposto di tutta l’umanità nello spazio” Per questo il sito del diario è stato chiamato Avamposto42, mettendo assieme questo concetto e il numero di missione, è stato realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea e l’Aeronautica militare italiana. Lo scopo è quello di “vivere un doppio viaggio – spiega l’astronauta – non solo nello spazio ma anche nel mondo della nutrizione. Il cibo non è, banalmente, solo la benzina nel nostro corpo, ma ciò che lo trasforma e lo può mantenere in salute. Si va nello spazio per vivere bene sulla Terra”. Il menù “spaziale” lo potete trovare nella sezione Osteria ai confini dell’Universo

Ecco allora come gli astronauti si addestrano prima della partenza per lo stazione spaziale internazionale (Iss), tra lezioni di robotica, assenza di gravità, fotografia astronomica, palestra e tecniche cinematografiche. Una breve guida per futuri astronauti e forse, in un futuro, per dei possibili viaggiatori galattici. Prima un’avvertenza per consultare questa questa guida: ogni capitolo finisce sempre con un punto esclamativo. Ma Don’t Panic! (niente panico).

Dal diario di bordo dell’astronauta Samantha Cristoforetti, Prepararsi a quello che sarà un momento toccante in orbita: “European Astronaut Centre (Colonia, Germania), 3 giugno 2014 – Oggi ancora un po’ di addestramento sull’ATV (Automated transfer vehicle), all’European Astronaut Centre per Sasha e me. Questa volta ci siamo concentrati sul monitoraggio dell’allontanamento, cioè le procedure che i membri dell’equipaggio seguono con il controllo a terra il giorno della partenza, per assicurarsi che l’Atv si sganci dalla Stazione ed esegua un’adeguata accensione di allontanamento per mettere un po’ di distanza di sicurezza fra sé stesso e la Iss […]Quando Sasha e io faremo veramente il monitoraggio dell’allontanamento in orbita, sarà un momento piuttosto toccante per noi e per la comunità spaziale europea: la partenza dell’ATV5 Georges Lemaître segnerà la fine del programma Automated Transfer Vehicle, che ha compreso le missioni riuscite ATV1 Jules Verne, ATV2 Johannes Kepler, ATV3 Edoardo Amaldi e ATV4 Albert Einstein, e ha dimostrato robustezza nelle operazioni e una tecnologia di attracco automatico estremamente precisa. Sarà con sentimenti contrastanti che lo guarderemo volare via verso un rientro distruttivo nell’atmosfera. Forse lo vedrete come una meteora!”. 

samantha_cristoforetti_fluidiLavorare con i fluidi sull’Atv: “4 giugno 2014 Durante quei mesi di sfruttamento, ai membri dell’equipaggio potrebbe essere chiesto per esempio di iniziare il trasferimento di gas nell’atmosfera della ISS dai serbatoi dell’ATV se quel particolare veicolo ha portato a bordo aria, azoto od ossigeno. Altri compiti riguardano il trasferimento di acqua dai serbatoi dell’ATV alla grandi riserve d’acqua nel modulo di servizio russo. Una volta che i serbatoi d’acqua dell’ATV sono vuoti, ai membri dell’equipaggio potrebbe essere chiesto di riempirli di urina dai contenitori di urina più piccoli… sebbene questo venga fatto meno frequentemente oggi che ricicliamo la maggior parte dell’urina a bordo.  […] Nella foto potete vedere il pannello di interfaccia con le valvole che controllano il trasferimento dei fluidi. Prima di qualsiasi operazione, è una buona idea controllare l’etichetta del serbatoio con cui lavorerete: se ha già un contrassegno arancione, non è il serbatoio giusto da cui prendere l’acqua!”

Kubik una scatola che vi fa girare: “9 giugno 2014— …ho fatto anche un po’ di addestramento. Per esempio ho avuto una riunione sul Kubik, un’unità autonoma dell’Agenzia Spaziale Europea, che fornisce una temperatura controllata fra 6°C e 38°C per i campioni viventi, come le colture cellulari. Grazie a un componente interno centrifuga, che potete vedere nella foto, i campioni possono essere sottoposti ad accelerazioni variabili, impostabili fra 0,2G e 2G a passi di 0,1G. Se i campioni devono solo essere esposti a un ambiente in assenza di peso, la centrifuga è sostituibile con un componente interno passivo. Il Kubik è un modo semplice ed economico per eseguire esperimenti di scienze della vita sulla Stazione Spaziale”.

Nightpod, inseguire la terra per fare foto più nitide: “Località italiana, 10 giugno 2014—L’ultima attività di addestramento la settimana scorsa è stata una lezione su NightPod, un sistema che si interfaccia con le fotocamere sulla ISS per aiutare gli astronauti nella fotografia notturna.

Come probabilmente sapete, scattare fotografie in condizioni di bassa illuminazione richiede tempi di esposizione più lunghi. Anche se il soggetto non si sta muovendo, è difficile ottenere una foto nitida senza l’uso di un treppiede, visto che il leggero tremore della mano è abbastanza per causare sfocature. Un treppiede fisso, tuttavia, serve a poco quando state cercando di fotografare la Terra di notte dalla Stazione Spaziale, perché il bersaglio si sta muovendo rapidamente nel campo di vista. Potreste provare a ruotare la fotocamera per compensare il movimento—e alcuni sono piuttosto abili in questo—ma NightPod lo fa molto meglio. Il sistema è montato su un supporto nella Cupola, in modo che la fotocamera sia rivolta verso la grande finestra al nadir. Dopo l’inizializzazione, il software chiede dei dati in ingresso relativi all’altitudine corrente e l’orientamento della Stazione Spaziale; basandosi su questi dati, calcola la rotazione necessaria da impartire alla fotocamera in modo che il bersaglio sulla superficie della Terra appaia fermo nel suo campo di vista. Ed ecco che ci siete: potete avere tempi di esposizione più lunghi senza compromettere la nitidezza”.

Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Esa (agenzia Spaziale Europea), sarà sei messi in orbita per la seconda missione di lunga durata dell’Asi (Agenzia Spaziale Italiana). È capitano dell’Aeronautica Militare. Dal 21 giugno si trova a Huston negli Stati Uniti nel centro di addestramento della Nasa. “Che modo di iniziare una settimana di addestramento ieri… dopo aver volato a Houston sabato, il mio programma di lunedì mattina mi ha portata nella vicina Galveston per una proiezione privata dei film IMAX Blue Planet e Hubble 3D – scrive l’astronauta nel diario di bordo del 24 giugno -. Sedute accanto a me nella sala vuota, le persone che hanno realizzato quei film, insieme con molte altre produzioni IMAX leggendarie dallo e sullo spazio: Toni Myers e James Neihouse. Stento ancora a crederci, ma io aiuterò a realizzare il prossimo film IMAX dallo spazio! Insieme con gli altri membri degli equipaggi delle prossime spedizioni, farò del mio meglio per assicurarmi che il team di produzione abbia le riprese necessarie a mettere insieme la prossima straordinaria esperienza cinematografica sullo spazio per gli spettatori di tutto il mondo. Non c’è niente di più entusiasmante!”.

Lo stato di sospensione: “Johnson Space center (Houston, USA), 25 giugno 2014. —Lezione di robotica, addestramento con il simulatore di gravità parziale POGO per le passeggiate spaziali, e pratica con le ecografie. Oggi è stata una di quelle giornate di addestramento in cui saltate rapidamente da un argomento all’altro, mentre correte da una lezione all’altra e da un edificio a un altro al Johnson Space Center. Ho iniziato la giornata in palestra e poi sono passata a una lezione di robotica con il compagno di equipaggio Scott Kelly, che si unirà a noi sulla ISS a marzo dell’anno prossimo. È stata una lezione di “track & capture” (inseguimento e cattura): è come chiamiamo la presa di un veicolo in visita in volo libero con il braccio robotico della Stazione Spaziale […] Dopo ho avuto una lezione sul POGO. È il Partial Gravity Simulator (simulatore di gravità parziale), uno degli ambienti di addestramento che abbiamo a disposizione per prepararci alle passeggiate spaziali. Siete interessati ai pro e contro del POGO rispetto all’addestramento sott’acqua? Ecco una vecchia nota del diario su questo! […]

Successivamente ho avuto una lezione di addestramento all’esperimento Cardio Ox, in cui ho fatto pratica nell’eseguire un’ecografia della mia arteria brachiale, l’arteria carotidea e il cuore, seguendo le istruzioni di uno specialista nella stanza accanto. Per finire, un corso chiamato “Galley support” (supporto alla cambusa), riguardante principalmente i dettagli del distributore dell’acqua. È quello da cui otteniamo l’acqua potabile, sia per bere che per reidratare le sacche di cibo. Ho tentato la fortuna con una sacca etichettata verdure italiane. Non sono sicura di cosa abbiano di specificamente italiano, ma è certamente una scelta di cibo salutare dal menu standard della ISS!” 

“Mi piacerebbe molto se partecipaste attivamente con le vostre idee e opinioni! Potete scrivere su Linea Aperta, ma anche @Avamposto42 su Twitter e la pagina Facebook Avamposto42 sono in ascolto. Le frequenze di comunicazioni sono aperte, nelle due direzioni” scrive Astro Samantha.

[Foto avamposto42.esa.int / Twitter ]