Che dire ancora de Lo Stato Sociale? Avevano certamente ragione loro! Alla fine non solo non erano un bluff ma hanno dato alle stampe il secondo album! L’Italia Peggiore funziona e con il singolo sono finiti addirittura primi in classifica. Sentite Lodo Guenzi, il cantante, che cosa ha da dire. 

1 • Caro Lodo, dove eravamo rimasti? Se non erro, dopo avervi aspramente criticato avevamo fatto pace ed io mi ero un po’ ricreduto sulla “vostra cialtronaggine” (ho detto un po’)…

Eravamo rimasti “a tre cocarum e quattro ginlemon”, se ricordo bene, dietro la consolle del Fuori Orario.

2 • Ricordi benissimo. A un certo punto però a fare la differenza è stata “l’improbabile ed illuminante” selezione musicale concepita insieme.

Il tutto dopo un concerto in cui, come spesso accade, abbiamo avuto la percezione delle ragioni per cui “facciamo quello che facciamo”.

2 bis • Spiegati meglio.

Parlo di consapevolezze, ciò che facciamo ci piace, ci diverte, non è scontato ergo è giusto ricordarselo. Anche se resta il dubbio che a generare il tutto, potrebbero essere i vari gin lemon…

3 • Siamo ancora nella fase in cui è possibile affermare che ciò che vi sta accadendo non era preventivabile?

Secondo me sì. Nel tempo si sono aggiunti traguardi onestamente sorprendenti, come ad esempio andare primi in classifica con una delle canzoni meno radiofoniche del mondo, oppure vendere migliaia di dischi in una settimana. Tutto ciò non era sinceramente previsto e invece…

4 • Generalmente alla cosiddetta seconda prova è prevista una certa perdita di freschezza. Come ve la siete cavata?

Beh, dai… questo è giusto che lo dicano i criticoni per poi ricredersi.

4 bis • Tipo il sottoscritto… Ma stavolta non mi pronuncio, voglio essere sincero, non l’ho ancora ascoltato.

Nel disco, le canzoni sono cucite addosso ad ognuno di noi: racconti musicati, pezzi deliberatamente pop, ovvero autentici momenti di libertà. Per rispondere alla tua domanda… Il discorso prosegue da dove si era fermato l’album precedente, come immaginerai abbiamo provato a svilupparlo.

5 • Non credere, il successo che state avendo potrebbe essere dato dal traino delle canzoni passate…

Sono d’accordo ma la verità la diranno i prossimi mesi: se il disco sopravvive all’estate, vorrà dire che avremo fatto un buon lavoro.

6 • Ecco, ora che abbiamo sgombrato il cielo dalle nuvole, possiamo fare il punto. Che cosa è cambiato rispetto agli esordi?

Cantavano i Perturbazione: “responsabilità: ahhhh…”. Sono almeno due anni che non passa un giorno senza che io riceva una richiesta o un compito da svolgere e, a volte, le pressioni sono tali che lo spazio per giocare devi trovarlo scavando dentro.

6 bis • Cosa fai, ti lamenti? Guarda che ci vuole un attimo a tornare “a lavorare in miniera”.

Scherzi? Mi ripeto, quello che stiamo facendo è ciò che amiamo! Avere migliaia di persone a saltare sotto di te è una botta di adrenalina che mette in un attimo tutto in parità, ogni infinito sbattimento chilometrico ed emotivo.

7 • Però affermi che ti mancano i piccoli bar… dimmi alla spicciolata qualche baretto dove hai suonato che ti è rimasto nel cuore.

Bar Pinos a San Severino nelle Marche, il bar in Piazza a San Severo (Foggia), quello di Eboli, l’Albatros di Sarnano, l’Extramante e l’Old West di Recanati, il Navel di Cividale del Friuli, il 22 di Udine e, ovviamente, il bar del Baraccano e del Dlf a Bologna, dove ci siamo anche inventati il nome della banda.

8 • E dimmi… come vivi la condizione di musicista? Rispetti i cliché del caso oppure “ci stai dentro”?

Dai cliché uno di solito tende a fuggire, a partire dal fatto che facciamo la vita da musicisti senza esserlo davvero…

8 bis • Non mentire…

Vuoi dire che finiamo le serate ubriachi, nudi e molesti a sfasciare le camere d’albergo, sproloquiare con il receptionist in gramelot, invitare gente a caso, buttarci nelle piscine e far ballare sui letti il tour manager? Ops…

9 • Cialtroni che non siete altro! Torniamo seri, va là! Esiste in voi una certa programmazione oppure vivete ancora l’avventura come se non ci fosse un domani?

(Sorride) Una programmazione esiste, ma noi cinque abbiamo la fortuna di non dovercene sempre occupare. In alcuni periodi siamo artigiani del nostro futuro, in altri, veniamo chiamati in causa solo per decisioni importanti e diciamo la nostra quando ci vengono delle buone idee… Al resto pensa la lucidità del tour manager ballerino.

10 • Non siete simpatici a tutti, parlami della diatriba con gli Aucan. Cosa è successo?

Beh in realtà anche io sono stupito di questo accanimento quasi pubblicitario nei nostri confronti, visto che praticamente non ci siamo mai parlati e tra gente che fa la stessa vita vale pensarlo ma dirlo gratuitamente è da sfigati…

10 bis • Facciamola breve.

Te la faccio breve. So solo che in tempi non sospetti suonammo entrambi di spalla a Tricky. Ricordo che dopo il live noi eravamo nel suo camerino, era in botta dura e ci offriva di tutto, ci faceva complimenti per il concerto (in verità eravamo stati improbabili ma ci stava, erano i nostri primi…) e tornando a loro, erano nell’altro camerino, in silenzio. Questo è l’unico ricordo che ho.

11 • Cosa dobbiamo aspettarci questa sera (sabato 19 luglio 2014) a Sorbolo di Parma?

Al solito: una grande festa. Canzoni, salti, balli, aneddoti, bandiere, fumi, luci, risate e urla liberatorie. Il tutto con allestimento scenotecnico per la prima volta di livello, grazie alle grandi idee che frullano nella testa del nostro “luciaio” Porky ma poi dopo di noi ci sarà il tuo grande dj set, una serata… “fatta e finita”.

12 • Vuoi dire che tornerai a trovarmi in consolle?

Certo! Ho già allarmato il bar e mandato avanti le ordinazioni…

12 bis • Ah, siamo a posto! Lodo? Fuori le tue nove!

Eccole!

9 canzoni 9 … di Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale)

Lato A

Beautiful Burnout • Underworld

Il Mondo All’Ingiù • Bellicosi

The Summer Ends  • American Football

Branches Bare • Hood

Lato B

 19 Gennaio • Giovanni Truppi

Sotto le Stelle del Jazz • Paolo Conte

Stright to Hell • The Clash

Lettera da Lontano • Enzo Jannacci

You Can’t Always Get What You Want • Rolling Stones