Ci sono persone autorevoli e ingombranti in vita che continuano ad esserlo anche da morti. Prendiamo Biagio Agnes. Da figlio di capotreno a direttore generale della Rai, chapeau. A lui si deve il sorgere della sede romana a Saxa Rubra (vabè oggi è un pachiderma d’impiccio). Una chiacchiera tira l’altra e Paolo Martini, il critico televisivo più irriverente d’Italia, mi ricorda le bastonate che gli inflisse nel suo libro “No, non è la Bbc” (edito Mondadori). “Mi chiamò personalmente al telefono. Mi aspettavo che ce l’avesse con me per uno dei tanti malaffari Rai. Invece, se l’era presa perché lo facevo passare per un ignorantone che non sapeva la differenza fra hardware e software”. Agnes era così, ruspante e superstiziosissimo. Fece riassumere Pippo Baudo, pur storcendo il naso, solo perché glielo chiese una vecchietta incontrata al cimitero del suo paese.

Nel 1990 Agnes divenne pure presidente della holding delle telecomunicazioni Stet. A lui fu rivolto l’attacco di un furioso Beppe Grillo. Allora faceva ancora il comico e durante un suo spettacolo denunciò il famigerato servizio telefonico 144, che avrebbe attirato un’intera generazione di adolescenti, fruttando bollette altissime ai danni economici delle famiglie. Nonostante la querela incassata dalla Stet, Grillo piegò la holding. Vabè, è acqua passata.

Intanto grandi nomi del giornalismo si sono riuniti alla Certosa di Capri per la VI edizione del Premio Biagio Agnes, fortemente voluto da Simona Agnes, figlia dell’ultimo dei potenti dei democristiani. Per la lista dei premiati me la sbrigo facendo un copia e incolla: il giornalista e scrittore Roberto Gervaso (Premio alla Carriera), l’editorialista del Corriere della Sera Pierluigi Battista (premio per la Carta Stampata), il direttore di RaiNews24 Monica Maggioni (Premio per la Tv), il direttore di Die Zeit Giovanni Di Lorenzo (premio Internazionale), il direttore di Radio24 Roberto Napoletano (Premio per la Radio), il conduttore di Quinta Colonna (Rete4) Paolo Del Debbio (premio Costume e Società), l’editorialista del Financial Times Ferdinando Giugliano (Premio Giovani Under 35), l’opinionista Sky e giornalista del Corriere della Sera Mario Sconcerti. Premiato anche il Papa per evangelizzare la parola di Dio su Twitter. E al Sostituto della segreteria di Stato della Santa Sede monsignor Angelo Becciu è andato il Premio Nuove Frontiere del Giornalismo per la gestione del profilo Twitter di Papa Francesco.

C’era pure il grande Umberto Pizzi. A lui nessun premio alla carriera, eppure ha appena festeggiato il mezzo secolo di click, fotografando dive e carampane. Se lo è ricordato il Moma di Mosca e il CapriPalace che gli dedicheranno una mostra. Nelle stesse ore in visita privata alla Villa San Michele di Anacapri andava il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Più illuminante dell’incontro con i due sindaci (di Capri e di Anacapri) è stato il pour parler con Staffan De Mistura, console onorario di Svezia e presidente della Fondazione Axel Munthe dedicata alla memoria dello scrittore svedese che fece di Capri la sua dimora. Fra i possibili scenari quello di fare della villa una scuola di diplomazia per futuri leader. “Con l’auspicio di organizzare incontri politici internazionali, anche alla luce del semestre di presidenza italiana perché l’Italia e Capri sono un punto di raccordo nel Mediterraneo”, ricorda De Mistura, uomo di charme inossidabile.

Vedo la partita Italia-Uruguay con un tifoso di riguardo: Roumen Kroumov, pianista di grandezza planetaria, juventino ardente già dai tempi di Dino Zoff e di Paolo Rossi. Chiedo profana: “Perché la Bulgaria non si è qualificata?”. “Non è all’altezza. Berlusconi ha cambiato il mondo del calcio mercato sbilanciando le proporzioni commerciali tra Est e Ovest” dice lui. Praticamente l’ha inguaiato. E poi rimane la lezione d’umiltà inflitta dai calciatori della Costa Rica e dell’Uruguay (fatta eccezione per Suarez e Cavani), meno ricchi, più motivati dei nostri. Probabilmente lo stipendio di tutti loro non sfiora neanche quello del massaggiatore della Nazionale Azzurra.
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