The dark side of the sun è un film che commuove e dona energia. L’energia di quei bambini che, seppur a causa di una malattia rara, sono costretti a vivere lontano dai raggi del sole. Già, perché questi bambini sono affetti da Xeroderma Pigmentosum, una malattia estremamente rara che deriva dall’incapacità delle cellule di riparare i danni provocati dall’esposizione ai raggi ultravioletti. Da questa malattia non si guarisce. L’esposizione al sole provoca tumori alla pelle, l’aspettativa di vita è bassa. E allora sei sei ammalato di XP ti ritrovi a vivere una vita rovesciata dove durante il giorno ti devi proteggere mentre la notte puoi ricominciare a vivere. Questa è una costrizione certo, ma in alcuni momenti questa condizione si trasforma in un respiro di libertà, come al Camp Sundown.

Il Camp Sundown, nato dalla volontà di Caren e Dan Mahar, genitori di Katie, affetta da XP,  è un campo notturno che si tiene nello stato di New York. Qui si incontrano, anno dopo anno, tanti bambini e genitori che insieme lottano, vivono e sperano in nome di quella normalità che qui, tutti insieme, trova la sua ragion d’essere. E questo avviene al chiaror di luna, sotto le stelle. The dark side of the sun, girato senza luci che emettessero raggi UV, è un film che racconta la vita in questa piccola comunità notturna ed è un insieme di documentario e animazione. E’ grazie all’animazione, ideata dagli stessi bambini, che i loro sogni, paure e speranze hanno preso forma. Non solo, sono stati i bambini stessi a doppiare i loro omologhi animati. 

 

E allora Camp Sundown diviene un luogo per cui vale la pena continuare a vivere, lo si evince dalla testimonianza di Rachel: “Per me Camp Sundown è stato una scoperta. Adesso ho molti amici lì e la certezza che posso giocare con loro di notte. È bello incontrarsi anno dopo anno, all’inizio non è stato facile stare intorno a persone che non conoscevo, ma dopo il primo anno quelle persone sono diventate una seconda famiglia. Io nel frattempo sono cresciuta, vado a scuola ma è grazie a quel luogo che ho imparato a godermi la vita, nonostante le difficoltà. Quell’esperienza la porto sempre con me”.

 

Questo film è stato doppiato in italiano, tra gli altri, da Leo Gullotta e Pino Insegno e presentato al Festival Internazionale del film di Roma (2011); si trova in questi giorni nelle sale italiane, per la regia di Hintermann. Distribuito da Microcinema Distribuzione.