Famosi a livello planetario eppure perfetti sconosciuti al pubblico adulto. Si può essere entrambe le cose, contemporaneamente? . O almeno così è per gli One Direction, la boyband inglese che il 28 e 29 giugno si esibirà a San Siro. Secondo Viagogo, i biglietti del loro tour sono più richiesti di quelli per le partite del Mondiale Brasile 2014. “I live degli One Direction rimangono al primo posto tra gli eventi di maggior successo e si tratta di un fenomeno senza pari – ha dichiarato Oliver Wheeler, responsabile comunicazione del sito di vendita – La band anglo-irlandese è salita in prima posizione da un paio d’anni e parliamo di dati a livello mondiale: nemmeno la Fifa World Cup riesce a scalzarli”. Ad assistere allo show dei cinque ragazzi anglo-irlandesi ci saranno le cosiddette “directioners” (così si sono autodefinite le fan della band inglese), spesso accompagnate dai genitori.

Giovani, giovanissime fan, tanto che Simon Price, sull’Indipendent, racconta di come, durante un concerto, alcune di loro lanciassero sul palco dei tamponi, “forse – dice Price ironicamente – per far capire ai loro beniamini di avere almeno l’età per usarli”. E proprio “l’ormone dell’adolescenza” è, secondo Emanuela Colli, A&R Warner Music Italia, una delle ragioni principali del successo dei cinque. “E’ una storia che si ripete – ha detto Colli a Ilfattoquotidiano.it – Noi avevamo i Duran Duran, poi sono arrivati i Take That e adesso loro. Le ragazzine iniziano con il consumare la passione per i propri idoli nelle loro camerette, davanti a foto e video musicali, poi non vedono l’ora di condividerla con le amiche e oggi, con Internet, questo “passaparola” è diventato globale, si è amplificato al punto da dar vita a fenomeni di questo tipo. L’unica differenza è che i 1D non hanno all’attivo una “Ordinary World“, che è un singolo universale, e quasi alcun eco su target di età più adulta”.

Directioners “contro” il resto del mondo: quelli che hanno superato l’età limite da boyband o che non hanno figli adolescenti, infatti, difficilmente saprebbero riconoscere una loro canzone, nonostante abbiano già tre dischi all’attivo e tour da decine di date in tutto il mondo. D’altra parte, stando a molti critici di settore, non avere idea dell’esistenza degli 1D sembra essere una perdita di poco conto, quanto meno a livello musicale. Molti sono i detrattori dei cinque, tra serietà (Andrew Romano del Daily Beast, ad esempio, ha scritto che “Midnight Memories – il terzo lavoro della band – è un album brutto, solo un’accozzaglia di aspiranti singoli”) e ironia, come nel caso di Matt Bellassai che, su Buzzfeed, stila una lista piuttosto derisoria dal titolo “34 volte in cui gli 1D ci ricordano brillantemente di essere la più grande boyband del mondo“.

Eppure, nonostante le critiche dei musicofili, il fenomeno One Direction non accenna a sfumare. Niall Horan, Zayn Malik, Liam Payne, Harry Styles e Louis Tomlinson sono un vero e proprio caso commerciale di portata mondiale e, secondo il Sunday Times, si tratta della “boyband più ricca della storia musicale inglese” (la classifica riguarda i musicisti sotto i trent’anni ed è guidata da Adele). “Non c’è mai stata un’altra boyband che ha guadagnato una simile quantità di soldi in così poco tempo”, ha dichiarato l’autore della chart, Ian Coxon. Il gruppo ha un valore stimato di 70 milioni di sterline, ogni membro della band ne vale circa 14 e il loro pigmalione, Simon Cowell, ha visto aumentare il proprio patrimonio personale di 300 milioni.

“Al di là delle opinioni personali, questo è un fenomeno che va considerato proprio da un punto di vista numerico – ha detto Tino Silvestri, discografico di lungo corso, a Ilfattoquotidiano.it – Io non ho mai ascoltato una loro canzone. Anzi – precisa – ho provato a metterne qualche nota ma non ce l’ho fatta a proseguire. Ciò non toglie che siano la rivelazione musicale più grande degli ultimi vent’anni: 10 milioni di copie con l’album d’esordio, biglietti per concerti in spazi come San Siro esauriti in un’ora dalla messa online, e questi sono risultati che vanno al di là di ogni tentativo di promozione: incarnano, evidentemente, i gusti di una fascia della popolazione mondiale, purtroppo anche a livello musicale“.

Come inizia la storia di questa boyband? La paternità del progetto One Direction è proprio di Cowell: i cinque partecipano all’edizione di X Factor UK 2010 separatamente, come cantanti solisti. Prima di approdare al talent show i cinque non si conoscevano nemmeno e non avevano nulla in comune. E’ Cowell a decidere di metterli insieme, formando una band. Due milioni di sterline è il valore del contratto firmato dai cinque ragazzi subito dopo X Factor e il loro album d’esordio è da Guinness e si piazza alla prima posizione della classifica americana. Lo stesso accade con il secondo lavoro e con Midnight Memories, terzo disco uscito nel 2013, le cose non sembrano andare diversamente: “Così gli One Direction sono in cima alla classifica degli artisti che hanno venduto di più nel 2013. So quanta energia hanno investito in questo nuovo lavoro e sono molto fiero di loro”, twitta Cowell commentando i risultati raggiunti dalle “sue creature”.