Da ieri anche il Comune di Roma ha un Registro per i testamenti biologici. E’ stata approvata a larga maggioranza la delibera di iniziativa popolare promossa nel 2009 dalla Cellula Coscioni Roma, con Mina Welby ed io come primi firmatari. Una vittoria, dunque, dei cittadini che hanno esercitato l’iniziativa popolare, delle centinaia di persone che decisero di praticare democrazia raccogliendo 8.200 firme, dei militanti radicali e dell’associazione Coscioni che non hanno mai smesso di chiederne il voto, ottenuto oggi grazie alla determinazione del consigliere radicale Riccardo Magi.

Sono oramai 200 i Comuni in Italia che hanno il Registro, con il quale l’Amministrazione offre un servizio tutt’altro che simbolico: dare certezza giuridica circa la data e la provenienza della manifestazione di volontà relativa al rifiuto o meno di trattamenti sanitari in caso di malattia invalidante. In pratica, se Eluana Englaro avesse potuto fare questa dichiarazione a Registro, la sua famiglia non avrebbe dovuto lottare 17 anni per far accertare dai tribunali la volontà della figlia.

Quali le novità nel voto di Roma? Innanzitutto il voto favorevole anche di consiglieri dell’opposizione, in particolare del centro destra, dimostra quanto il Registro dei testamenti biologici risponda ad una domanda sociale diffusa e popolare. Ma soprattutto…Roma, la città che ospita il Vaticano! E’ un segnale di portata a suo modo storica perché evidentemente in questi anni il clima è cambiato. Basti pensare che nel 2007 il sindaco Veltroni, per preparare nel mondo clericale la sua candidatura da premier, fece bocciare la nostra delibera popolare sul registro delle unioni civili (!) mentre tentava di intitolare la stazione Termini a Papa Giovanni Paolo II. Nel 2009, il sindaco Alemanno fece schierare la polizia per impedirci di depositare in Campidoglio le firme raccolte sulla delibera biotestamento. Nel 2012, con il comitato Roma Si Muove raccogliemmo 44 mila firme di romani per i referendum cittadini su biotestamento e unioni civili senza però che dal centrosinistra ci fosse la minima mobilitazione per raggiungere l’obiettivo che era di 50 mila.

Con la “presa di Roma” sul testamento biologico un muro finalmente è caduto, ed è quello ideologico che era stato costruito dal Vaticano e dai politici di ogni schieramento sempre pronti a baciare la pantofola clericale. Ora è il momento che il Parlamento adotti finalmente una legge che disciplini il fine vita. Anche lì, con Associazione Luca Coscioni e Radicali italiani abbiamo cercato di dare una scossa con la spinta della democrazia diretta. Sono oltre 70 mila, infatti, le firme che abbiamo depositato sulla legge di iniziativa popolare che legalizza Eutanasia e testamento biologico. I parlamentari di buona volontà non le facciano marcire nei cassetti del Palazzo, insieme alle speranza di milioni di famiglie che aspettano di uscire dall’incertezza e dall’illegalità.