Non ci si può dimenticare della splendida pubblicità dei jeans “Jesus” creata da Oliviero Toscani e Emanuele Pirella. A maggior ragione in questo periodo, quando vuoi per il caldo, vuoi per moda, vuoi per esibizionismo sono tornati in auge gli shorts. In città.

Mi piace osservare, non solo il bello, ma anche il sensuale quindi non necessariamente legato alla perfezione estetica. Anzi, trovo le donne morbide (oggi si dice “curvy”) molto affascinanti. Ma gambe con natiche che straripano non sono un bel vedere. Tantomeno calzoncini a pelle, che quasi lasciano intravedere fessure orizzontali.

Per par condicio, esorto gli uomini a indossare gli shorts. Però come quelli aderenti e colorati del fantastico Jacob de Il Vizietto. Non ne faccio una questione di stima di sé, di età e padronanza del proprio corpo: solo una mera questione visiva. Dopo l’Elogio del dildo sto meditanto il sequel, ossia l'”Elogio del cattivo gusto”.

Al contrario, di recente mi sono incantata – e non ero la sola – a osservare l’incedere di una ragazza sotto ai portici: aveva una morbida gonna lunga, maglietta che lasciava una spalla nuda, e capelli sciolti. Un esempio di sensualità che in tutta questa massa di gambe open air non ho visto.

Il portamento è anche uno strumento per sentirsi più sicure e affascinare. Senza necessariamente indossare tacchi, anche se da un’indagine redatta su sembra che possano tonificare il pavimento pelvico e conseguentemente migliorare gli orgasmi. Ma in questo caso esistono le palline vaginali di cui parlerò un’altra volta.

Concludo citando una frase del grande Helmut Newton tratta da una sua intervista del 1989: “Meno si mostra, meglio è”. Siete d’accordo?

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