Malati di calcio, da morire. E non metaforicamente. In Cina i Mondiali 2014 si stanno rivelando fatali per alcuni appassionati. Dall’inizio del torneo sono già tre i tifosi morti di sonno davanti alla tv per le troppe partite viste. Tanto che adesso nel Paese è scattato ufficialmente l’allarme, e gli esperti medici invitano la popolazione a riposare almeno qualche ora al giorno e rinunciare ad assistere a qualche match secondario.

In Cina, infatti, le partite cadono in orari davvero proibitivi per il fuso orario con il Brasile (circa 11 ore dietro a Shanghai e Pechino), anche alle 4 o alle 5 del mattino. E nonostante il Paese non abbia una grande tradizione calcistica (una sola partecipazione ai Mondiali, fuori al primo turno con tre sconfitte in Corea e Giappone nel 2002), in tanti non riescono a resistere alla tentazione di restare svegli per assistere allo spettacolo della Coppa del Mondo. Di giorno si lavora, di notte non si dorme. E per alcuni lo sforzo si rivela insostenibile.

Il primo a pagare con la vita la propria passione per il calcio – secondo quanto riportato da Xinhua, agenzia ufficiale del Paese – è stato Li Mingqiang, un ex portiere professionista di 51 anni, stroncato da un attacco di cuore mentre guardava l’incredibile vittoria per 5-1 dell’Olanda sulla Spagna. Poche ore dopo la stessa sorte è toccata a un ragazzo di 25 anni di Suzhou, città sulla costa orientale nella provincia di Jiangsu: la vittima, la cui identità è rimasta anonima, è stata trovata esanime sul divano di casa, davanti alla tv accesa che ancora trasmetteva le immagini di Cile-Australia, secondo i primi pareri dei medici a causa di un collasso che potrebbe essere dovuto alla mancanza di sonno. E a quanto scritto dallo Shanghai Morning Post, nei giorni scorsi ci sarebbe stato anche un altro caso, di un 39enne di nome Zhou, “collassato all’improvviso” in seguito ad un’emorragia celebrale, mentre guardava le partite con gli amici in un locale. Inutile la corsa in ospedale ed i soccorsi, l’uomo è deceduto a causa di una pressione sanguigna troppo alta, anche in questo caso imputabile alle notti in bianco.

Tre vittime in poco più di una settimana di torneo. Tre morti per sonno che hanno fatto scattare l’allarme: nel Paese è partita una campagna di informazione sui media, che avvisa gli appassionati del pericolo di sacrificare il proprio riposo giornaliero alla visione notturna delle partite. Del resto, non è la prima volta che in Cina si verificano casi simili. Quasi tutte le competizioni internazionali (che per lo più vengono giocate in Europa o in Sudamerica) hanno orari davvero faticosi per gli appassionati. Così già due anni fa, in occasione degli Europei di Polonia e Ucraina, un ragazzo era morto per esaurimento nervoso, dopo essere rimasto in piedi per undici notti di fila per vedere tutte le partite del torneo. E anche durante Sudafrica 2010 e Germania 2006 negli ospedali erano stati registrati casi di pazienti ricoverati con gravi sintomi per la stessa ragione.

Adesso il bollettino sembra essersi leggermente placato. Sarà per gli avvertimenti degli esperti, o forse per il calendario poco entusiasmante degli ultimi giorni: per partite come GiapponeGrecia o HondurasEcuador valeva meno la pena far nottata. Presto, però, arriverà il tempo dell’eliminazione diretta e dei big match. E i cinesi dovranno far attenzione: i Mondiali sono un grande spettacolo, ma la vita è un prezzo troppo alto da pagare.

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