Maradona? Se n’è andato e Messi ha fatto gol”. Tradotto: El Pibe de oro porta sfiga. Firmato Julio Grondona, il presidente della Federazione argentina di calcio. Ci mancava solo l’accusa di esser menagramo per il miglior giocatore della storia del calcio, il cui mondiale continua a esser a dir poco tormentato. All’esordio della nazionale del suo Paese, infatti, Maradona era stato lasciato fuori dallo stadio Maracanà; ieri, invece, il pesante sfottò di Grondona, acerrimo nemico dell’ex numero dieci del Napoli. A prescindere dalla dubbia signorilità della presa di posizione, almeno sotto il punto di vista cronologico Grondona ha ragione: in effetti Maradona ha abbandonato lo stadio Mineirao tre minuti prima che Messi regalasse l’1-0 all’Argentina nella sfida contro l’Iran. Anche il figlio di Grondona, Humberto, ha voluto rincarare la dose su Twitter: “Quando i gufi se ne vanno… Non venire più, tu non vuoi che la Seleccion vinca”. Dichiarazioni pesantissime che confermano l’odio reciproco tra i Grondona e Maradona: nel 2010, dopo i Mondiali in Sudafrica, fu proprio Grondona a decidere per l’esonero di Diego.

Diego Maradona, a sua volta, non ha preso bene l’intemerata del numero uno dell’Afa (questo il nome della federazione argentina di calcio). E, come suo stile, non ha abbassato i toni della polemica. Anzi: “Qualcuno ha detto che abbiamo segnato perché me ne sono andato. E’ un povero sciocco” ha spiegato Maradona nella sua consueta rubrica ‘De Zurda‘ sull’emittente Telesur, dove alle parole di fuoco ha aggiunto un inequivocabile dito medio. Poi la frecciata diretta a Grondona: “Voglio dirgli che tutto quello che ho, me lo sono guadagnato con il lavoro. Quello che ha lui, invece, arriva dalla Fifa“. Le ruggini tra Maradona e la federazione argentina non sono certo una novità. L’ex stella del Napoli si è dimesso da allenatore dell’Albiceleste dopo l’eliminazione ai Mondiali in Sud Africa nel 2010. L’Afa ha quindi deciso di non rinnovare il suo contratto perché Maradona non ha accettato le modifiche nello staff tecnico da lui proposte. Oltre che con l’Afa, l’ex ‘Pibè ha anche una relazione turbolenta con la Fifa, il cui numero uno Joseph Blatter, è un altro dei nemici giurati del Pibe de Oro