Sarà Donato Pentassuglia, esponente del Partito democratico di Taranto, il nuovo assessore alla sanità della Regione Puglia. Dal primo luglio, infatti, prenderà il posto di Elena Gentile, eletta il 25 maggio scorso al Parlamento europeo. La nomina è stata firmata poche ore fa dal governatore pugliese, Nichi Vendola, che ha precisato che Gentile resterà “nella piena titolarità delle deleghe” fino alla fine di giugno e sul suo successore, il leader di Sel ha aggiunto che la decisione è dovuta alla vittoria del Pd all’ultima competizione elettorale, ma anche alla provenienza del politico originario di Martina Franca. “Pentassuglia – ha detto infatti Vendola – è capace di esprimere una compiuta rappresentanza di un territorio, quale quello ionico, oggi particolarmente sofferente”. Non un cenno al fatto che Donato Pentassuglia sia imputato nell’inchiesta Ilva, la stessa per la quale anche Vendola rischia di finire sotto processo con l’accusa di concussione aggravata.

Anche per il prossimo assessore regionale, infatti, la procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di favoreggiamento nei confronti dell’ex potentissimo dirigente Ilva, Girolamo Archinà. Era Pentassuglia, infatti, il presidente della commissione ambiente della Regione dinanzi al quale Archinà affermò, durante una telefonata intercettata dai finanzieri, che l’obiettivo era “distruggere Assennato”, il direttore generale dell’Arpa Puglia che nel 2010 chiese una riduzione della produzione dell’Ilva alla luce delle allarmanti emissioni di benzo(a)pirene nell’aria.

Nel capo di imputazione formulato dalla procura nei confronti dell’esponente del Pd tarantino si legge che Pentassuglia avrebbe aiutato Archinà “ad eludere le investigazioni dell’Autorità” perché avrebbe negato l’esistenza di quell’incontro nel suo ufficio a Martina Franca. Ma a sostegno della tesi della procura, però, vi sarebbero le celle telefoniche utilizzate dal telefono di Archinà era agganciato a Martina Franca e che poco dopo la telefonata con la dichiarazione di guerra ad Assennato, sia l’ex dirigente Ilva che il neo assessore alla sanità pugliese, erano stati intercettati in una telefonata in vivavoce con una terza persona. “Non riesco a stare in silenzio – ha affermato il leader dei Verdi Angelo Bonelli qualche ora dopo la firma del decreto di Vendola – e sicuramente l’elenco degli avversari aumenterà, ma non ce l’ho fatta dopo aver saputo che il presidente della Regione Puglia ha nominato assessore alla sanità il consigliere Pentassuglia” che “ha una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Taranto nell’inchiesta sul disastro sanitario e ambientale di Taranto. In Italia – ha aggiunto Bonelli – chi è indagato o rinviato a giudizio viene premiato dalla politica chi difende i diritti dei cittadini e la loro salute viene bastonato “.