La tutela delle major cinematografiche si, quella degli autori nei confronti delle televisioni, no.

Il sig. Gesualdo Nasca autore, a detta sua, di un format andato in onda sulla Rai, non è stato fortunato, come lo sono le associazioni antipirateria espressione dei grandi gruppi cinematografici che vengono prese in parola dall’Agcom ai fini delle inibizioni.

Gli otto provvedimenti di inibizione (su 77, o meglio 85, secondo le ultime informazioni disponibili relative agli atti protocollati dall’Autorità) sinora adottati dall’Autority, portano tutti la firma di due associazioni di tutela del diritto d’autore, e vengano evase nel giro di poche ore.

L’autore in questione, invece, che si era rivolto all’Agcom per vedere i propri diritti di autore su un format nei confronti del  programma “Uno Mattina in Famiglia” diffuso sul palinsesto di Rai1 in data 5 ottobre 2013, si è infatti visto opporre un secco “no” dall’Agcom.

Il motivo per il quale l’Autorità ha ritenuto di non volerlo tutelare è espresso in una Determina di archiviazione dell’aprile scorso.

Agcom ha deciso infatti che il format, comunemente definito come un’opera dell’ingegno avente struttura originale e esplicativa di uno spettacolo, idonea ad essere rappresentata in un’azione radiotelevisiva, non è riconducibile alla definizione di programma di cui  all’art. 1, comma 1, lettera q), del regolamento”.

E quindi, no il Sig. Nasca e gli autori che pensassero di tutelarsi in questo modo nei confronti delle Tv, la Rai in questo caso, ma anche Mediaset, e Sky, che avessero fatto ricorso al Presidente della Repubblica proprio su questi punti, non ci pensassero nemmeno a disturbare Agcom con queste “bazzecole e quisquilie”.

Strano però.

L’Agcom stessa aveva messo nero su bianco in atti ufficiali  precedenti che “il format è  l’opera dell’ingegno depositata presso la Siae a norma della rispettiva regolamentazione avente struttura originale ed esplicativa di una produzione audiovisiva e compiuta nell’articolazione delle sue fasi sequenziali e tematiche, idonea ad essere riprodotta in un programma radiotelevisivo, immediatamente o attraverso interventi di adattamento o di elaborazione o di trasposizione, anche in vista della creazione di multipli”.

La stessa norma a cui si richiama Agcom nel Regolamento, ovvero il decreto Romani, ha introdotto una nuova definizione di programma all’interno del Tu di cui al D.Lgs. n.  177/2005, per far si che tutti i contenuti audiovisivi diversi dalle opere cinematografiche, rientrino nell’ambito autonomo di tutela proprio grazie alla regolamentazione di secondo grado che l’Agcom ha emanato.

Il Format rientra eccome nella tutela del Regolamento.

Se ne può poi discutere la tutela, ma non che il format non rientri nella tutela dei programmi.

Riassumendo: se l’istanza viene presentata dai gruppi in questione, si viene creduti sulla parola e non si fa grande questione sull’estensione del provvedimento, cancellando in poche ore anche portali che potrebbero contenere – come accade con i Torrent – centinaia di files leciti.

Se invece un autore qualsiasi si rivolge ad Agcom per vedersi tutelati i propri diritti, soprattutto in ambito televisivo, no, quello proprio non può andare, scrivesse un programma come si deve, facesse la fila presso gli uffici competenti, in caso andasse da un giudice e non si peritasse di disturbare l’Autorità.