e-readerPochi giorni fa Apple ha patteggiato per concludere la class action per il prezzo degli e-book intentata dall’associazione dei consumatori americani. Per chiudere “pacificamente”, la società di Cupertino pare abbia offerto 280 milioni di dollari contro gli 840 richiesti.

L’associazione dei consumatori aveva accusato Apple di aver fatto cartello con altri cinque editori per tenere alto il prezzo degli e-book, e in un Paese dove il libero mercato è legge, questo non si può fare.

E in Italia cosa succede?

Con modalità diverse, più o meno la stessa cosa, ma a far cartello non è la società della mela, sono gli editori, anche se non tutti. Ovviamente non prendono posizione contro i libri elettronici ma operano in modo più sottile. Ufficialmente gli e-book rappresentano un’opportunità molto cool e quindi ovunque gli editori vadano ne dicono un gran bene, propongono analisi di mercato e strategie di marketing che comprendono anche gli e-book. Ma poi, nella pratica?

Vale la pena ricordare che in Italia gli e-book rappresentano ancora un parte irrisoria delle vendite. In realtà, se analizziamo cosa avviene nel mercato editoriale ci accorgiamo che gli e-book faticano a ritagliarsi quello spazio che meriterebbero. L’offerta di e-book è ancora un’inizia, rappresenta solo l’8,3% di quanto viene stampato e quando un editore pubblica un libro non sempre propone contemporaneamente la versione e-book, in alcuni casi lo fa solo in un secondo tempo, anche se abbiamo notato che i grandi editori tendono ad adottare un’uscita contemporanea. Ma non abbiamo ancora capito da cosa dipenda la scelta se fare o no la versione digitale, e se farla quando.

Vi sono poi editori che propongo collane esclusivamente in e-book, dove vengono inseriti solo nuovi scrittori, dando così l’impressione al lettore che si tratta di una “seconda scelta”.

In un certo senso, fino a poco tempo fa, gli editori utilizzavano questa stessa strategia per le versioni economiche dei libri che in Italia venivano proposte solo in un secondo tempo, rispetto all’uscita in Hard Cover. La pubblicazione della versione economica dipendeva da quanto vendeva quella rilegata, più il libro vendeva più veniva posticipata la pubblicazione dell’edizione tascabile. Mentre in molti altri Paesi le due versioni vengono proposte contemporaneamente in modo che sia il lettore a scegliere quale acquistare; un modo intelligente per ampliare il mercato e per favorire proprio i lettori forti, quelli che leggono più di 12 libri all’anno.

Per non parlare dei libri “fuori catalogo”. Un altro approccio per gli editori potrebbe essere la conversione in formato e-book di tutti quei libri fuori catalogo che non vengono ristampati perché le spese di ristampa non coprirebbero quelle di vendita.

E poi i prezzi di un e-book sono decisamente alti rispetto al loro corrispettivo di carta. Un esempio? La piramide di fango di Andrea Camilleri costa € 14,00 in cartaceo ed € 9,99 in elettronico.

Insomma un modo elegante per scoraggiare i lettori ad acquistare i libri digitali.

E perché gli editori dovrebbero scoraggiare la diffusione degli e-book? In fondo si tratta sempre di vendere, fatturare, ampliare il giro d’affari, insomma business… Business, appunto. Per un editore tradizionale l’e-book non rappresenta un business, o meglio: non lo è e non lo potrà mai diventare se lui continuerà a pensare al libro e alla filiera necessaria per produrlo/distribuirlo come ha sempre fatto. Per fare business nel settore digitale bisogna ripensare tutta la programmazione di una casa editrice, occorre immaginare nuove figure editoriali e nuovi metodi di promozione e di rapporti con le librerie e le catene di vendita. Le librerie dovrebbero iniziare ad attrezzarsi in modo da vendere anche gli e-book (anche se qualcuna ha già iniziato a farlo), ovvero essere disponibili a caricare i libri sugli e-reader dei clienti, ad esempio. In questo modo si ridurrebbero gli spostamenti di bancali di libri e i costi di magazzino per il libraio ma anche per le case editrici.

Mondadori ha dato il via al servizio Punto di ritiro per poter ritirare nei negozi della sua catena quanto acquistato online, ma quelli che offrono un simile servizio per gli e-book sono ancor pochi rispetto al numero dei punti vendita sparsi per tutta Italia.

Vi immaginate una libreria dove è possibile acquistare immediatamente tutti i libri, anche in lingua originale, con un libraio a disposizione per scambiare opinioni e dare consigli?

Utopia? Oggi ancora sì, domani?