Persone che sembrano assolutamente comuni, si macchiano di efferati delitti che stimolano sentimenti di orrore e minano le nostre sicurezze. Chiunque allora potrebbe farlo, anche noi o la persona che ci sta a fianco?

Perché, riflettendoci, per chi la famiglia non rappresenta un peso ogni tanto?

Il punto è che noi leggiamo notizie, che ci giungono inaspettate, su persone di cui non sappiamo nulla, i cui drammi sembrano spuntare dal nulla, apparentemente imprevisti e imprevedibili.

Di solito non è così, le tragedie spesso sono il risultato di un lungo percorso iniziato molto tempo prima e di cui la notizia che leggiamo è solo il momento finale. Spesso il/la futuro/a omicida ha dato segni di aggressività o insofferenza occasionalmente o, al contrario non ha mai dato segno di sofferenza anche quando ci si sarebbe aspettati e ha incamerato frustrazioni che si sono accumulate e sono poi scoppiate come una bomba.

Non so se è questo il caso di Motta Visconti, le notizie che leggiamo sulla storia sono insufficienti. Possiamo fare ipotesi. Possiamo pensare che quella del peso fosse una condizione che durava da tempo. Da tempo magari la reciprocità di coppia si era sfilacciata, il tutto poteva magari risalire alla nascita dei figli o anche prima. Nel matrimonio o nella convivenza possono venire fuori aspetti del partner inaspettati oppure si riesce ad affermare le proprie esigenze e il proprio punto di vista molto meno di quello che si pensava. Le strade personali possono cominciare ad allontanarsi se il tutto non viene condiviso all’interno della coppia.

Molto spesso poi, anzi direi sempre, la nascita dei figli crea uno scombussolamento nell’equilibrio della coppia, anche in quella più stabile, la neo mamma ha bisogno di maggiore sostegno e protezione, perciò è più richiestiva nei confronti del neo papà che perde un po’ di centralità e magari si sente trascurato (o viceversa). Entrambi si trovano ad affrontare grossi carichi di responsabilità e di lavoro. Il tempo per la coppia si ridimensiona, a volte si azzera. Le cose si amplificano se la coppia non può contare su aiuti esterni.

La maggior parte delle coppie può trovarsi a vivere questi momenti, non per questo si diventa omicidi, devono intervenire evidentemente anche altri elementi. Magari può essere presente una particolare impossibilità ad esprimere e affermare i propri bisogni, se si ha paura delle conseguenze o delle reazioni dell’altro. Magari il disagio viene vissuto individualmente, la persona accumula frustrazioni poi cerca soluzioni fuori dalla coppia e comincia a trovare insopportabile vivere nella propria famiglia alla quale comunque si sente legato e dalla quale non può e non riesce ad allontanarsi.

Magari la responsabilità dei propri problemi viene tutta attribuita alla famiglia che non viene più vista come un insieme di persone, ma come un ostacolo da eliminare per risolvere.

Un’analisi parziale e cui possono aggiungersi altri fattori , ma rende un po’ l’idea che bisogna essere in condizioni di particolare scompenso per arrivare a progettare e commettere certi crimini e per credere di poter riprendere una vita normale dopo aver fatto una strage.