Il commercio illegale di animali (o parti di animali) è il terzo nel mondo dopo quello della droga e delle armi. Nell’Unione Europea il commercio di specie di flora e fauna protetta e dei loro prodotti derivati raggiunge la stima di circa 100 miliardi di euro all’anno.

Nella sola Italia il traffico illegale è stimato in due miliardi di dollari ed è in crescita, come del resto in tutto il mondo. Negli ultimi 10 anni il numero di elefanti africani uccisi illegalmente è raddoppiato mentre la quantità di avorio sequestrato è triplicata. Nel solo 2012 secondo il Wwf sono stati uccisi in Africa oltre 10.000 elefanti. A maggio in Kenia i bracconieri hanno ucciso Satao, uno dei più vecchi elefanti d’Africa, noto per le sue enormi zanne, che ovviamente sono state divelte dalla testa.

A Nairobi la maggior parte dei bimbi la fauna esotica la vede solo in televisione. Nel 2013 è stato ucciso l’ultimo rinoceronte del Mozambico. Il numero delle tigri nel mondo è passato da 100.000 unità di un secolo fa ad appena 3500.

Il bracconaggio è responsabile di almeno il 78% della decimazione delle tigri di Sumatra. Il 9 giugno scorso si è tenuto un summit in India sul commercio illegale. Il governo è preoccupato per il bracconaggio anche cosiddetto “minore”, quello che caccia uccelli rari, o pangolini, ricercati questi ultimi per la prelibatezza delle loro carni in Cina e nel Sud-Est asiatico.

Il Guardian è riuscito a intervistare un cuoco cinese che ha chiarito come vengono cucinati i pangolini. Mantenuti in una gabbia, quando arriva l’ordinazione vengono uccisi, bolliti per togliere le scaglie e ridotti in brasati. Il cliente, finito il pranzo, si porta a casa il sangue, che fa ovviamente miracoli. Un chilo di avorio è venduto a circa 600 euro. Le ossa delle tigri sono vendute a circa 900 euro al chilo. La carne del pangolino a 350 dollari al chilo. 

Come diceva Nietzsche: “Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”.