È uno degli assi portanti della candidatura a capitale europea 2019 il Ravenna festival, fiore all’occhiello tra le iniziative artistiche della città bizantina, che vuole tornare a contare in Europa e nel mondo. Musica, danza, teatro, cinema, balletto, storia: tutto ciò è la caleidoscopica kermesse ravennate, che spegne quest’anno 25 candeline da quel 1 luglio 1990, quando alla rocca Brancaleone il maestro Riccardo Muti dirigeva la filarmonica della Scala e del coro della radio svedese sulle note della Sinfonia Linzer di Mozart.

Il tema di fondo per la kermesse – che durerà fino a venerdì 11 luglio – è legato al centenario della Grande guerra, attorno al quale vertono tanti eventi. C’è ad esempio Doppio Fronte. Oratorio per la grande guerra di Moni Ovadia e Lucilla Galeazzi, lettura inedita e composita della guerra vista da uomini e donne provenienti dai ceti più popolari e da ogni parte d’Italia. La cantante tedesca Ute Lemper invece, assieme all’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, compirà un viaggio musicale dalla prima guerra mondiale fino alla caduta del muro di Berlino con Canzoni dal Secolo Breve: 1914-1991, in omaggio a Eric J. Hobsbawm. Nella stessa area tematica si inserisce Le trincee del cuore, un progetto di Ambrogio Sparagna che ripropone i canti popolari, non solo italiani, della Prima guerra mondiale. La voce calda e profonda di Peppe Servillo darà inoltre un’impronta unica a una serie di canzoni dialettali, spesso ironiche e goliardiche, cantate per esorcizzare la paura della morte. Ma il 1914 è anche l’anno in cui fu pubblicata a Marradi una delle opere più singolari della nostra letteratura, I Canti Orfici, ed è questo centenario che ha spinto il festival a incamminarsi con Trail Romagna sulle tracce lasciate da Dino Campana. Si tratterà di unire in un’unica straordinaria esperienza le due passioni del poeta di Marradi: il cammino e la poesia. A interpretare il monologo itinerante (Castagno d’Andrea – Rifugio Burraia), scritto da Iacopo Gardelli ed Elia Tazzari, sarà l’attore Gianfranco Tondini, mentre le ‘incursioni’ musicali saranno affidate all’Orphic Duo, composto da Fabio Mina, flauti, e Marco Zanotti alle percussioni.

Per quanto riguarda il teatro è da segnalare, oltre alle produzioni più strettamente collegate al tema della Prima guerra mondiale, la prima della versione teatrale del recentissimo best seller di Michele Serra Gli sdraiati, intitolata Father and Son, con Claudio Bisio, per la regia di Giorgio Gallione e A te come te, “lettura scenica” di Ermanna Montanari su testi di Giovanni Testori. L’attrice del Teatro delle Albe, in qualità di voce narrante, sarà presente anche il 18 giugno nel nuovo spettacolo teatral-musicale di Vinicio Capossela, Il Carnevale degli animali e altre bestie d’amore. A una suite composta da Camille Saint-Saëns nel 1886, articolata in quattordici brani di breve durata, saranno affiancate una serie di canzoni di Vinicio Capossela, in parte edite (La Cicogna, Zarafà) e in parte inedite, cucite insieme in un racconto che porta a spasso chi lo ascolta tra le storie di animali celebri, simbolismi e bestiari.

Anche la settima arte trova la sua degna celebrazione al Ravenna festival con due appuntamenti alla Rocca Brancaleone. Concerto per film e orchestra è l’originale progetto dei Sacri Cuori, band romagnola a cui si deve tra l’altro la colonna sonora del film Zoran il mio nipote scemo, che assieme a Evan Lurie (ex The Lounge Lizards) rende omaggio a Luis Buñuel. Nel 1914 non scoppia solo la Prima guerra mondiale ma è anche l’anno in cui ‘nasce’ il personaggio di Charlot concepito da Charlie Chaplin, a cui il festival dedica un appuntamento speciale in collaborazione con la cineteca di Bologna. Verrà proiettato il suo primo corto Making a Living – Charlot si distingue, del 1914, oltre a Shoulder Arms del 1918, con Charlot soldato nella Grande guerra. Ad accompagnare le pellicole il commento musicale composto e diretto da Timothy Brock, sul podio dell’Orchestra del Comunale di Bologna.

Particolarmente corposa è la sezione del festival dedicata alla musica sinfonica. Protagonisti ne sono alcuni tra i maggiori direttori come Yuri Temirkanov, Kent Nagano, Valerij Gergiev, accanto al residente Riccardo Muti che dedicherà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven e la Sinfonia n. 5 di Cajkovskij alla memoria dell’amico Claudio Abbado.

Ad ampio spettro anche la programmazione di danza. Sul palcoscenico del palazzo Mauro De André si assisterà al balletto russo con l’étoile del Bolshoi Svetlana Zakharova e alla prima europea di Chéri, produzione newyorkese di teatrodanza, con regia-coreografia di Martha Clarke. Il terzo appuntamento avrà come protagonista il Ballet du Grand Théâtre de Geneve. Sarà poi la volta di una delle più importanti ed influenti delle coreografe statunitensi, Trisha Brown, pioniera della Postmodern Dance, con la sua Dance Company.