Alla vigilia del suo decimo compleanno, la Notte Rosa si sveglia sotto il cielo grigio della crisi. Anche il capodanno dell’estate, l’evento turistico che ogni anno dal 2006 trasforma la costa della Riviera in una discoteca lunga 110 chilometri, oggi deve fare i conti con la fuga degli sponsor e il taglio dei finanziamenti pubblici. Per l’edizione del 2014, in programma nel week end del 4 e 5 luglio, infatti, il budget è calato di circa 400 mila euro, ossia il 50% in meno rispetto a quello a disposizione nel 2013. È la prima volta che l’appuntamento, capace di fatturare 200 milioni di euro e di attrarre 2 milioni di persone grazie a concerti, feste in spiaggia, mostre e reading letterari, deve adattarsi a una sforbiciata degli investimenti così consistente.

A pesare è soprattutto l’assenza di alcuni grandi marchi, che per la prima volta dopo otto edizioni in prima fila, hanno deciso di stringere la cinghia e di rinunciare alla collaborazione con la kermesse romagnola. Con il risultato di far scendere, e non di poco, l’asticella del fondo a disposizione degli organizzatori. Manca Martini, ad esempio. Manca Hera, la multiutility colosso della regione, e manca una presenza fissa come Radio Deejay. Ma la Notte Rosa deve fare a meno anche dei sostanziosi contributi che arrivavano dagli enti pubblici coinvolti nell’evento: 4 Province, e 12 comuni, dai Lidi di Comacchio a Cattolica.

“Il budget è stato ridotto sia da parte pubblica, sia da parte privata” spiega l’assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, che però invita a guardare il bicchiere mezzo pieno. “Il format della Notte Rosa non è basato solo su grandi eventi attrattori, ma costruisce la sua forza su piccole e micro iniziative. Per questo, nonostante i tagli, sarà un appuntamento di alto livello. Del resto sapevamo già nei mesi scorsi che alcune aziende ci avrebbero abbandonato. In compenso se ne sono aggiunte altre, come il consorzio Mortadella Bologna Igp”.

Insomma nessuna sorpresa e nessun dramma, secondo Melucci. Eppure i numeri parlano di un crollo verticale dei contributi. Se l’anno scorso si spendevano tra gli 800 e i 900 mila euro, oggi si arriva a fatica a circa 500 mila euro. “Gli enti pubblici hanno ridotto il finanziamento del 30-40%. Si tratta di una diminuzione in linea con i tempi che viviamo. Poi ovviamente dipende da situazione a situazione. Alcune amministrazioni, ad esempio, hanno fatto operazioni di comarketing. L’iniziativa della Notte Rosa rimane comunque un pezzo di economia importante per la Riviera romagnola. Per questo c’è stata una grande capacità di adattarsi da parte di Comuni e organizzatori, che hanno saputo costruire un buon programma pur avendo meno soldi”.

In effetti, nonostante le ristrettezze economiche, in calendario ci sono parecchi big del panorama musicale italiano. Anche se alcune esibizioni, come quella dei Negramaro (il 5 luglio a Cattolica), saranno a pagamento. Il 4 luglio sono in programma i concerti di Elisa (a Rimini in piazza Fellini), Peppe Servillo, Luca Carboni Andrea Mingardi e Claudio Coccoluto. La sera successiva, invece, sarà il turno di Francesco Renga (in piazzale Roma a Riccione), dei Modena City Ramblers (al Lido delle Nazioni) e di Ivana Spagna. Prevista poi una serie di mostre, visite, videoproiezioni e percorsi tutti dedicati alla celebrazione dell’amore tra Paolo Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, immortalati da Dante nella Divina Commedia. A dare un’anteprima della Notte Rosa sarà invece la Molo Street Parade, in programma il 28 giugno con decine di dj-set sui pescherecci di Rimini.

E se la Notte rosa di quest’anno ruota attorno al tema dell’italian passion, per l’edizione del 2015, la numero 10, si pensa a una kermesse capace anche di valorizzare i prodotti della cucina locali. Fondi permettendo. “Abbiamo già ottenuto la collaborazione del consorzio della Mortadella Bologna, e l’anno prossimo speriamo si seguire ancora questa strada. Visto anche l’Expo, vorremmo lavorare con alcuni imprenditori per riuscire a promuovere i brand a chilometro zero della nostra regione”.