Il video della Gdf in questione documenta uno dei passaggi attraverso i quali il denaro proveniente dalle fatture false ricevute dalla Mantovani, una volta rientrato dalla Croazia, tornava nelle disponibilità della società, per poi essere utilizzato per alimentare il fondo nero destinato al pagamento delle tangenti. In particolare, come descritto a pag. 346 dell’Ordinanza di custodia cautelare dei magistrati della Procura di Venezia, il 26 luglio 2012, Mirco Nadalini (il “corriere” tramite il quale il denaro contante era stato fatto rientrare dalla Croazia), consegna a Manuele Marazzi (che aveva emesso le fatture false nei confronti della Mantovani, ricevendo in contropartita la provvista di denaro), la somma di 200.000 € (questa è solamente una tranche dell’operazione che, come argomentato nell’ordinanza, si è svolta in più fasi pressoché identiche). In un momento successivo, la somma giungerà, per il tramite di un altro soggetto (Mirco Voltazza) a Nicolò Buson, responsabile amministrativo della Mantovani, andando dunque ad alimentare il fondo nero