“Celo… celo… Buso manca! Finisco l’album!”. Per scomodare Elio e le Storie Tese ci volevano i “Mondiali in Figurine”, esposizione internazionale delle cosiddette ‘figu’ dei calciatori che fino al 13 giugno 2014, in una ideale staffetta con i Mondiali del Brasile, occuperà le stanze del Palazzo del Turismo di Cattolica (Rn). E ci sono proprio tutti, i campioni di ieri, dell’appena ieri e di oggi che hanno portato l’Italia sul tetto del mondo, ma anche coloro che le hanno rifilato sonore batoste ed eliminazioni. 60 gli album originali sia della storica casa editrice di Modena Panini che di editori esteri, sia dei mondiali che dei singoli campionati italiani, per oltre quarant’anni di figurine dei calciatori collezionate da Gianni Bellini, cinquantenne di San Felice sul Panaro (Mo).

“Per ogni edizione dei Mondiali ci sono le edizioni Panini, poi delle edizioni sudamericane e europee”, spiega Bellini a ilfattoquotidiano.it, “sono tutti aperti sulle pagine della nazionale italiana e messe sotto teche trasparenti. Non si possono toccare perché sono un patrimonio che vale in euro quanto un buon appartamento”. Gli eroi del Mundial 1982 si alternano agli uomini di Lippi del 2006, ma c’è anche Roberto Baggio che svirgola il rigore in Usa ’94: “La rarità più preziosa è una raccolta di figurine portoghesi dove ai Mondiali di Spagna figura in azzurro Franco Selvaggi, all’epoca giocatore del Cagliari. Solo in quella collezione esiste, perché ufficialmente doveva esserci Bettega che s’infortunò subito e poi Roberto Pruzzo bomber dell’82 ma non chiamato da Bearzot. Anche Schillaci ad Italia ’90 non appare in figurina perché chiamato all’ultimo momento da Vicini”.

Un’attenzione quella per le ‘figu’ da collezione davvero delicata e pervasiva per Bellini, iniziata da ragazzino con il campionato 1969-’70 e con il primo mondiale nel 1974 in Germania: “Le conservo dentro gli armadi poi ogni tre mesi le giro: la parte sotto va sopra e viceversa, per evitare che la carta mista a colla si attacchi – prosegue – D’inverno la stanza viene riscaldata e d’estate accendo l’aria condizionata in modo che ci sia una temperatura costante tra i 24 e i 25 gradi”. Bellini proviene da un paese della bassa modenese sconvolto dal terremoto del maggio 2012, fa il tipografo e ringrazia la moglie che lo accompagna nella sua passione: “Mi hanno pure offerto un assegno in bianco per acquistare la mia collezione, ma non l’ho accettato, in accordo con lei”.

“Prima tifavo Milan, ma oggi il calcio mi fa abbastanza schifo” prosegue Bellini. “Era bellissimo quando le partite erano tutte alle 15 di domenica e c’era 90esimo minuto. Certo che il tifo per la nazionale non me lo leva nessuno”. Ed ora in attesa dei Mondiali (“per me vincono Germania o Argentina”) affiancata alla mostra delle ‘figu’ domenica 15 giugno in Piazza Mercato a Cattolica la giornata di ‘cambi e scambi’ e il 16 la ‘Serata dei Campioni’ con Paolo Conti, il portiere riccionese con sette presenze in nazionale compreso il Mundial ’78: “La figurina più introvabile? Proprio un altro portiere, Ivano Bordon nella stagione ’72-’73”.