Italia, Inghilterra e Italia-Inghilterra. Partiremo oggi dal primo step: presentare gli azzurri, per poi dedicarci nei prossimi giorni ai nostri avversari fino ad arrivare alla nostra prima sfida nel Saturday night più atteso.

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Prandelli vorrebbe un mix tra il calcio cognitivo della Spagna e quello geometrico e fisico della Germania. Forse lo stesso cocktail che ha cercato di realizzare Guardiola al Bayern. Con alcune piccole differenze. L’ex tecnico del Barcellona ha portato a Monaco il brevetto del tiki-taka e ha ereditato la squadra Campione di Germania e di Europa. Insomma ingredienti di prima scelta. Ciò nonostante l’innesto è ancora lontano da attecchire, tanto che sono attesi cambiamenti significativi nel prossimo mercato. Prandelli deve fare le nozze coi fichi secchi (o acerbi) e può allenare i suoi col contagocce. Così l’Italia da Euro 2012 ad oggi si è progressivamente involuta perdendo sia le vecchie certezze (difesa e ripartenza) che le nuove abitudini (fraseggi stretti e dominio del gioco), nonostante l’undici titolare approdato in Brasile sia praticamente lo stesso che perse malamente la finale con la Spagna, fatta eccezione per lo sfortunato Montolivo.

Le novità last-minute non sono state sufficientemente sperimentate durante il biennio premondiale per permetterci sogni di vittoria. Cerci, Immobile e Insigne hanno pochissime presenze con la maglia azzurra e praticamente nessuna esperienza internazionale alle spalle. La goleada con la Fluminense non può illudere nessuno (né tantomeno il pragmatico Prandelli). La difesa brasiliana troppo alta e troppo allegra ha regalato ampie praterie galoppabili agli azzurrini. Uno scenario irripetibile nel futuro prossimo. Ad eccezione del gol di testa di Immobile da calcio piazzato tutte le altre reti sono frutto di una situazione tattica surreale.

I dubbi della vigilia sono legati alla mancanza di concetti chiari di gioco (puntiamo sul possesso palla o sul contropiede?), di gerarchie precise nella rosa e di totale (per ammissione stessa del commissario tecnico), di un sistema di gioco collaudato, almeno in fase difensiva (difendiamo a 3 o a 4?). Basterà l’istinto e l’estro della strana coppia Balotelli-Cassano a farci approdare quanto meno agli ottavi di finale? Quest’ultimo si potrebbe definire un riciclato visto che Prandelli lo aveva rottamato da tempo. Il ripescaggio è stato possibile grazie a Lippi che ha tolto dal panorama italiano a gennaio Diamanti portandoselo in Cina e a Donadoni che gli ha inventato il ruolo di “finto nueve” con il Parma, forse facendo tesoro dell’errore commesso ad Euro 2008 quando lo fece pascolare inutilmente davanti alle panchina in un ruolo senza senso troppo esterno e troppo lontano dalla porta avversaria. Insomma i predecessori di Prandelli hanno fatto gioco di squadra condizionadogli le scelte e disegnandogli il destino. Gli strani casi della vita.