Le congratulazioni via Twitter al nuovo vincitore sono già arrivate. Del tutto inaspettatamente, l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, ha dovuto augurare buon lavoro a Massimo Depaoli, che a capo della lista del Pd, ha vinto il ballottaggio con il 53% delle preferenze. Professore di un liceo cittadino, il Copernico, Depaoli si è mosso a lungo nel mondo ambientalista, promuovendo il recupero di varie ex cave, prima di diventare, nel 2009, consigliere comunale nelle file Pd. Uomo di partito fino a un certo punto, però. Ripescato dai vertici locali come un ripiego, Depaoli ha vinto le primarie e quindi costretto al ballottaggio l’ex sindaco più amato d’Italia con soli 4mila voti di differenza.

Renzi gli aveva promesso il suo appoggio nel caso avesse passato il primo turno. Invece a Pavia non s’è visto. Ma questo non ha danneggiato Depaoli, che ha trascorso la campagna elettorale in mezzo alla gente, riuscendo alla fine, a sopravanzare l’avversario, dato fino all’ultimo per favorito, di 2mila voti. Alla comunicazione dei risultati ha subito voluto mettere le cose in chiaro ( e forse togliersi qualche sassolino dalla scarpa): “E’ un successo straordinario -­ ha dichiarato­ – L’abbiamo costruito pezzo per pezzo, dentro e fuori dal partito. Anzi, più fuori che dentro, su un’idea di serietà e autorevolezza”. I numeri per smarcarsi ce li ha e questo non può che giovargli, visto che a Pavia il centrosinistra si è sempre posto in continuità con il centrodestra, in nome dello sviluppo economico ed edilizio (basti ricordare che Ettore Filippi, recentemente arrestato per tangenti su un piano di lottizzazione, prima di avvicinarsi all’ex sindaco Cattaneo, è stato vicesindaco nella giunta di centro sinistra capitanata da Piera Capitelli).

La speranza ora è che il nuovo sindaco metta mano al Pgt elaborato dalla giunta precedente e definito nello stesso programma “senza arte né parte”. Un piano di governo del territorio che, oltre ad essere stato stilato dal professore Angelo Bugatti, poi arrestato per tangenti, permette lo stravolgimento del centro storico e l’edificabilità di zone, come quello dell’Arsenale, soggette ad inondazioni. Quanto all’ex sindaco Cattaneo, non gli è valso farsi riprendere in televisione mentre assisteva alla messa domenicale, nel giorno del ballottaggio. Non gli è valso neanche querelare Giovanni Giovannetti e Walter Veltri, storici oppositori, per un volantino che ricordava le contiguità fra esponenti della vecchia giunta e la ‘ndrangheta, riportando brani dell’inchiesta Infinito (i due si sono visti perquisire la casa dalla Digos). La perdita secca è stata di 3300 voti. Forse avranno influito le varie inchieste che recentemente hanno portato in carcere imprenditori e professionisti per tangenti. L’ultima sentenza, quella che ha condannato in primo grado i costruttori Dario ed Eleonora Maestri. Nelle motivazioni i giudici stilano un duro atto accusa contro l’amministrazione: vi è stata una “Supina accettazione di ciò che la società proponeva” scrivono. Ed ancora: “Il comune poteva evitare l’abuso”.