La raccolta differenziata come abitudine quotidiana, le politiche per il risparmio energetico, gli esempi concreti di partecipazione e la promozione di nuovi stili di vita all’insegna della sostenibilità. Sono le buone pratiche di amministrazione che sono state al centro della festa nazionale del Fatto Quotidiano e dell’associazione Comuni Virtuosi. Nella seconda giornata e ultima giornata di Viva l’Italia viva che si è tenuta al circolo Arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico (Reggio Emilia), a salire sul palco non sono stati solo i grandi nomi della politica italiana, ma sindaci di piccoli Comuni d’Italia che con il loro lavoro quotidiano hanno fatto la differenza nell’amministrare il loro territorio.

Dal primo cittadino Cinque stelle Federico Pizzarotti a quello di Reggio Emilia Luca Vecchi, passando per amministratori di piccoli Comuni di provincia, come Maurizio Olivieri (Montechiarugolo parmense), o Carla Rocca (Solza di Bergamo), ognuno ha portato il proprio buon esempio nell’incontro “Cinque minuti per cambiare l’Italia” moderato dal giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Ferrucci. Per Parma, per esempio, la gestione Cinque stelle orientata alla differenziata spinta e alla mobilità sostenibile si è tradotta nell’ingresso tra i membri dell’associazione Comuni Virtuosi. E anche il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, eletto da pochi giorni, ha auspicato una “collaborazione tra territori vicini come Parma, al di là dei campanilismi e dei differenti colori delle nostre amministrazioni per lavorare sui beni comuni”. Pizzarotti dal canto suo, si è detto orgoglioso del risultato, che arriva nonostante l’inceneritore: “L’inceneritore lo hanno approvato una Provincia targata Pd e il Pdl in Comune, noi ce lo siamo trovati. Ma le buone pratiche messe in campo sono state valutate positivamente”.

Ad assistere agli incontri, centinaia di persone che per due giorni hanno partecipato ai dibattiti, tra bancarelle, stand informativi e prodotti enogastronomici a filiera corta, che hanno accompagnato il programma della manifestazione. Di guerra e di corsa agli armamenti si è parlato con Gino Strada nel dibattito “Non ci sono soldi, tranne che per le armi…” moderato dal giornalista David Perluigi. Sul palco Paolo Busoni, storico militante di Emergency, il vignettista Vauro e il fondatore di Emergency, per l’occasione in collegamento via skype da Khartoum, capitale del Sudan. “L’Italia è un paese un guerra, anche se nessuno ne parla – ha detto Strada in collegamento – io non ho la ricetta di come far rinascere il movimento per la pace. Credo che l’unico antidoto alla fine sia la costituzione dei diritti umani”.

Dedicato all’euro l’appuntamento di apertura con il vice direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che ha introdotto la presentazione del libro di Stefano FeltriLa lunga notte dell’euro. Chi comanda davvero in Europa”, seguito dai dibattiti “Orgoglio ecologico: come le buone pratiche locali possono salvare l’Italia e farci vivere meglio” con Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, il presidente della Federazione Verdi Angelo Bonelli, Marco Boschini, coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, Roberto Burdese di Slow Food ed Elly Schlein, neo parlamentare europea del Pd.

A chiudere la due giorni è stato un protagonista della politica italiana, Walter Veltroni, che ha presentato con il direttore de Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro e il giornalista Andrea Scanzi il film documentario “Quando c’era Berlinguer”, nel trentesimo anniversario della sua morte. “Ho pensato che fosse importante ricordare la sua figura, che ha segnato la storia della politica italiana – ha detto Veltroni – ho cercato di intervistare tutti i protagonisti di quel momento storico”. Sul fare paragoni su quel passato e il presente di Matteo Renzi però, Veltroni è restio: “La politica di quel tempo era molto diversa da quella di oggi. Al tempo c’erano dinamiche che ora non esistono più”.