A fine mese verrà effettuata la prima trattenuta in busta paga. Subito dopo, partiranno le prime cause di contestazione di legittimità. L‘accordo raggiunto a Sky Tg24 tra il Comitato di redazione (Cdr, la rappresentanza sindacale dei giornalisti) e l’azienda e firmato formalmente il 22 maggio, che prevede la stabilizzazione di 13 precari a fronte del taglio per due anni dell’1,69% delle retribuzioni dei colleghi già assunti, è insomma destinato a far ancora discutere a lungo. Anche per le vie legali, dunque non solo all’interno della redazione del gruppo Murdoch oltre che a livello sindacale, dove c’è stata un’evidente spaccatura.

Si tratta infatti della prima volta che il sindacato dei giornalisti accetta l’idea di far pagare la stabilizzazione di precari in un’azienda sana e che produce utili con il contributo economico degli stessi dipendenti. Con un accordo che, oltretutto, accanto a tagli e stabilizzazioni ha pure rinnovato il contratto integrativo, con la definizione di un nuovo premio di produzione per massimi 1.950 euro lordi per dipendenti con il relativo trattamento fiscale agevolato nel solo 2014 e l’apertura di una trattativa per la dotazione di smartphone e tablet.

E a mettere fine alle polemiche e ai dibattiti non è bastato il risultato del voto segreto dei giornalisti di Sky Tg24, che il 16 maggio scorso hanno detto sì all’intesa con 82 favorevoli e 55 contrari. Anzi. E mentre in sede sindacale le posizioni si fanno sempre più distanti, in redazione si preparano appunto le contromosse legali di chi all’accordo si è opposto dal primo momento che potranno scattare a fine mese. Con il supporto dell’Associazione lombarda dei giornalisti che ha messo a disposizione dei colleghi della sede milanese di Sky la consulenza dei suoi legali, per portare avanti la tesi sostenuta in assemblea dallo stesso presidente dell’Alg, Giovanni Negri, cioè che il taglio in busta paga senza un preventivo assenso del singolo lavoratore è in ogni caso illegittimo. E che si sarebbe dovuta trovare una soluzione differente per garantire comunque l’assunzione dei 13 precari, come si è fatto negli ultimi anni con accordi che hanno consentito la stabilizzazione definitiva a 80 giornalisti al termine di un percorso di 60 mesi di contratti a termine. Abbassando non poco il costo del lavoro dell’azienda, ma senza chiedere sacrifici economici ai colleghi assunti.

Mentre l’accordo siglato va a toccare gli stipendi proprio negli elementi base: minimo, contingenza, superminimo, scatti di anziani, tutti i forfait, comprese tredicesima e indennità redazionale. Tutto quello che, secondo quanto la Cassazione ha confermato pure in recenti sentenze, non può essere intaccato da accordi collettivi. E che era stato ricordato il 12 maggio, alla vigilia della prima assemblea di fuoco a Sky Tg24, in una dichiarazione firmata da sette membri del Dipartimento sindacale della Fnsi, che avvertivano anche sui rischi di procedere con il solo voto della redazione: “I principi di riferimento dell’azione sindacale della Fnsi non hanno mai previsto (al di fuori di comprovati stati di crisi aziendale) la possibilità di intervenire con tagli sulla busta paga o sugli istituti contrattuali se non con l’accordo esplicito e personale dei singoli colleghi, che – in ogni caso – non sono in alcun modo impegnati da un’intesa raggiunta dal Cdr con l’azienda, anche quando questa fosse approvata a maggioranza dall’assemblea dei giornalisti”.

Il sindacato interno dei giornalisti, dal canto suo, continua a sostenere di aver agito con il pieno appoggio non solo dell’Associazione stampa romana, ma anche dello stesso segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, che avrebbe confermato nero su bianco, con una mail di metà aprile, il suo assenso alla creazione del cosiddetto Fondo aziendale di stabilizzazione, alimentato dai tagli sulle retribuzioni dei giornalisti. Salvo poi chiedere allo stesso Cdr di Sky Tg24, in una lettera del 9 maggio, di attendere le prossime iniziative del Sottosegretario con delega all’Editoria, Luca Lotti, su stabilizzazioni e nuova occupazione, prima di prendere una decisione definitiva. In ogni caso, comunque vada a finire con le cause dei “dissidenti”, Sky si è assicurata l’obiettivo di ottenere un risparmio da 412mila euro in due anni indicato dall’accordo. Se non con le trattenute in busta paga, con altri strumenti. Nell’intesa sottoscritta, infatti, sono previsti incontri periodici tra azienda e Cdr per monitorare e valutare la raccolta della somma e anche per “definire possibili azioni per l’effettivo raggiungimento dell’importo complessivo indicato”.