Con o contro il Pd. Si voterà per il nuovo sindaco di Livorno, ma rischia di essere un referendum sul Partito democratico il ballottaggio di domenica prossima. A costringere il Pd, nella città in cui è nato il Partito comunista italiano, allo storico confronto finale dopo 70 anni di giunte di centrosinistra, è stato il Movimento Cinque Stelle. Il grillino Filippo Nogarin (16mila voti pari al 19% al primo turno), ingegnere aerospaziale, cercherà di fare lo sgambetto a Marco Ruggeri (34mila voti, 39%), consigliere regionale e ex segretario locale del Pd, sostenuto anche da Sel, Idv, la lista civica “Livorno decide” e Psi-Confronto. “Come a Parma” sogna il M5s che attira su di sé le simpatie di liste di sinistra e di destra. Intanto però non verranno né Matteo RenziBeppe Grillo (il primo “sostituito” da esponenti di governo come Luca Lotti e il ministro Giuliano Poletti, il secondo ha lasciato andare alcuni parlamentari come Nicola Morra, Sara Paglini, Luigi Di Maio). 

La novità ha portato anche a una campagna elettorale dai toni sempre più accesi, culminata in un confronto pubblico organizzato dal quotidiano locale Il Tirreno che si è consumato in un clima da stadio: due ore di fischi, applausi e sfottò. Clima acceso e denso di velenose polemiche anche perchè mai come questa volta è a rischio l’egemonia dell’ex “partitone” che qui non solo non si è agganciato “all’effetto Renzi”, ma è stato anche punito (alle Europee a Livorno ha preso il 53%, alle Comunali il 35). Egemonia messa in discussione non dal centrodestra (i tre candidati sindaci totalizzano complessivamente il 13%) ma appunto dal M5s: “Abbiamo un’occasione storica – dice Nogarin – mandare a casa chi ha governato questa città per settant’anni”. Ruggeri controbatte: “Si possono al limite criticare gli ultimi 10 anni del governo cittadino, non l’intera nostra storia: la storia politica di Livorno è la storia della sinistra italiana”. Ruggeri, operaio in aspettativa alla raffineria Eni, promette che la prima delibera servirà a tagliarsi lo stipendio del 16% (come il tasso di disoccupazione) e ha già presentato tre assessori della sua ipotetica giunta: la preside Patrizia Grieco avrebbe, in caso di vittoria, la delega alla scuola mentre lo scrittore-musicista Simone Lenzi (i suoi Virginiana Miller hanno vinto nel 2013 il David di Donatello per la colonna sonora di “Tutti i santi giorni” di Virzì) si occuperà di cultura. Lo sport sarebbe invece affidato alla ex pallavolista azzurra Maurizia Cacciatori: “Candideremo Livorno nel 2017 a capitale europea dello sport” dice Ruggeri. Il passato politico dell’opinionista Sky è però oggetto di critiche: nel 2002 l’atleta si era infatti candidata al consiglio comunale della sua Carrara in una lista civica che sosteneva Giulio Andreani, candidato sindaco del centrodestra. “Maurizia – controbatte Ruggeri – ha preso parte in passato anche a iniziative lanciate dall’attuale sindaco di centrosinistra Angelo Zubbani. Non ha la tessera del Pd ma è molto capace: e a me questo basta”. E il Movimento 5 Stelle? L’eventuale squadra di giunta sarà scelta attraverso la selezione di autocandidature: “I curriculum arrivati sono già una novantina”.

Nessun apparentamento formale per i due candidati. Alcune forze politiche escluse dal ballottaggio hanno però lanciato un’indicazione di voto a sostegno di Nogarin: tra queste c’è ad esempio la lista di sinistra Buongiorno Livorno, terza forza politica con quasi il 9% (ma il candidato sindaco Andrea Raspanti ha incassato il 16). Lo stesso farà Marco Cannito (6,3%) della ormai storica lista civica di centrosinistra Città Diversa. Voteranno per Nogarin (o più precisamente “contro il Pd”) il candidato sindaco di Fratelli d’Italia, Lega e Udc Marcella Amadio (4,6%), quello di Progetto per Livorno Cristiano Toncelli (1,2%) e quello di Votare per cambiare Ugo De Carlo (1,9%). Forza Italia, Ncd e Sinistra unita non hanno invece dato indicazioni di voto.