Dopo che il suo nome è finito al centro delle cronache inglesi, collegato alle presunte tangenti versate dal Qatar per aggiudicarsi i mondiali del 2020, Michel Platini si svincola da qualsiasi responsabilità con un’intervista sul quotidiano Equipe: “Da un pranzo di lavoro con un collega (l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, ndr) mi ritrovo ad avere a che fare con un complotto di stato e con un’operazione montata in tutti le sue parti di cui non so nulla. Onestamente mi fa male”, dichiara Platini. Il presidente della Uefa, dunque, nega di aver avuto alcun ruolo di rilievo nell’assegnazione del Mondiale al Qatar: “Questo collega l’avrò visto diecimila volta in 15 anni – ha proseguito l’ex giocatore della Juventus – mi rendo conto che dietro c’è qualcuno, qualcosa, delle persone che hanno organizzato tutto questo, lo sento”.

Nonostante il suo legame con l’emiro del Qatar sia ben noto alle cronache, Platini si sfila da qualsiasi polemica: “Non mi pento di nulla, credo sia stata la scelta giusta per la Fifa e per il calcio mondiale – ha ammesso il presidente dell’Uefa – Ma se la corruzione fosse provata, bisognerebbe fare delle nuove votazioni e imporre delle sanzioni”. Anche Joseph Blatter, numero uno della Fifa, aveva detto la sua, sostenendo che forse era stato un errore lasciare il Mondiale 2022 al Qatar. Immediata la replica di Platini: “Blatter ha detto che è stato un errore? Nessuno sa per chi ha votato, è come una partita a poker. Io avrei potuto dire che ho votato per gli Stati Uniti, invece ho scelto il Qatar. Chi potrebbe dimostrare il contrario? Sono sempre stato trasparente, ma in futuro non so se continuerò a rivelare le mie votazioni”.

Blatter e Platini al momento sono in corsa per la poltrona della Fifa, a cui l’attuale presidente è ricandidato per la quinta volta consecutiva. Platini sostiene di non sapere chi c’è dietro al polverone sollevato nei suoi confronti, ma non esclude nessuno: “Può essere la Fifa? Non ne ho alcuna prova, non so chi c’è dietro. Ma penso che ci siano molti interessi in gioco, per quelli che stanno alla Fifa, quelli che vogliono andarci e quelli che sperano di esserci un giorno. Sento di dare fastidio come persona, sta diventando una situazione pesante”. Al momento la dichiarazione più forte resta comunque quella di Jim Boyce, vicepresidente della Fifa. In un’intervista al Sunday Times, infatti, il numero due della federazione aveva sottolineato che “Se sarà dimostrato che è successo qualcosa, io sarò il primo a battermi perché ci sia una nuova votazione per assegnare il Mondiale del 2022”. Intanto le indagini proseguono e hanno già portato all’arresto e alle dimissioni di molti nomi importanti nel mondo del calcio.