Il Corriere di Como nella bufera. Il giornale lariano, distribuito ogni mattina insieme al Corriere della Sera, è finito sotto la lente della magistratura, che indaga per una frode da nove milioni di euro relativa ai contributi pubblici per l’editoria. L’inchiesta, condotta dal pm Massimo Astori (lo stesso che ha seguito il caso della strage di Erba), vede come indagati, con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, due personaggi di primo piano nel mondo dell’informazione comasca.

Si tratta di Maurizio Giunco, presidente di Editoriale srl, società editrice del Corriere di Como, e della moglie Barbara Renzi. L’imprenditore, in particolare, è anche presidente dell’Associazione Tv locali, vicepresidente di Confindustria radio televisioni e proprietario dell’emittente locale Espansione Tv. La donna, invece, è a capo della Cooperativa editoriale lariana, anch’essa finita nell’occhio del ciclone. E’ proprio il legame tra le due società presiedute dai coniugi Giunco ad avere interessato gli investigatori.

La Cooperativa editoriale lariana, con il 50,9% delle quote, è azionista di maggioranza di Editoriale srl. Abbiamo così una cooperativa che controlla un’impresa editoriale: questo requisito è sufficiente, secondo la legge 250 del 1990, per permettere a Editoriale srl di incassare i contributi statali per l’editoria. In particolare, la società ha ricevuto, a partire dal 2005, un totale di 9,1 milioni di euro di finanziamenti pubblici. Ma i nomi di Giunco e Renzi si ritrovano anche nel restante 49% di Editoriale srl. Una fetta pari al 13% è infatti nelle mani di Ceap, società concessionaria di pubblicità, la quale, ancora una volta, è riconducibile ai due coniugi.

Secondo la procura, Maurizio Giunco e la moglie hanno quindi creato una cooperativa per incassare indebitamente i milioni dei contributi pubblici all’editoria, nonostante il controllo del Corriere fosse saldamente nelle loro mani. Così, la mattina del 4 giugno, è scattata l’operazione del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Como. Gli uomini delle fiamme gialle hanno perquisito la casa dei due coniugi, nel centro della città lariana, dove hanno comunicato loro l’iscrizione al registro degli indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato. In seguito, i finanzieri hanno controllato anche le sedi del Corriere di Como, della Cooperativa editoriale lariana e di Ceap, da cui hanno portato via interi faldoni di documenti. Il giorno dopo, sul quotidiano non si è accennato in alcun modo all’inchiesta che ha coinvolto i suoi vertici.