Luca Carboni è quello più cinico, ironico e rapido nell’entrare al cinema: “Sono felice del Bologna in B”. L’ex presidente onorario e dimissionario Gianni Morandi fa l’assente ingiustificato. Latita perfino la società Bologna Calcio se non con la presenza di un paio di addetti stampa che ancora non si sa se verranno riconfermati per la prossima stagione. Si presenta così la serata della celebrazione dei 50 anni dello scudetto del Bologna, davanti ad un migliaio di spettatori che hanno affollato l’arena all’aperto Puccini per vedersi “Il Cielo Capovolto”, docufiction diretta da Paolo Muran, scritta da Cristiano Governa ed Emilio Marrese, con il supporto della Cineteca di Bologna, Home Movies e Cinecittà Luce. Là fu il 7 giugno 1964 allo stadio Olimpico di Roma, spareggio con l’Inter di Herrera, 2 a 0 netto, gol di Fogli e del bomber Nielsen. Qui invece ci sono Morandi, Carboni, Giorgino Comaschi, Eraldo Pecci, Gianluca Morozzi, Bob Messini, perfino l’ex candidata a sindaco di Bologna Silvia Bartolini, tutti rieditati in bianco e nero a reinterpretare in modo buffo quei giorni di letizia, mentre l’acclamato salvatore della piazza, il dottor Massimo Zanetti da Treviso, lascia solo l’attuale Bologna Calcio al suo destino.

Con un comunicato ufficiale il patron Segafredo, attuale socio di minoranza, ha infatti ritirato la sua candidatura a rilevare il Bologna: “in relazione anche all’imminente quotazione in Borsa del nostro Gruppo e a ciò che tale decisione comporta, siamo giunti nostro malgrado alla conclusione che un investimento così importante non presenta i presupposti di compatibilità e sostenibilità con la scelta strategica che abbiamo compiuto”. In sella rimane il presidente della retrocessione, Albano Guaraldi, che la settimana scorsa non è riuscito a pagare l’Irpef di 2,5 milioni di euro, regalando ai suoi giocatori un meno uno per la prossima classifica di B, e che oggi è stato riconfermato presidente vista l’assenza di nuove candidature in cda. Non sono quindi valsi a nulla gli incontri tra Guaraldi e Zanetti, persino in presenza di un ultrà della curva rossoblù, come a nulla gli appelli del sindaco Merola. “Non si può di certo andare avanti così”, spiega al fattoquotidiano.it, Romano Fogli, pisano, classe ’38 che il 7 giugno ‘64 a Roma sbloccò il risultato con una punizione ‘tiro fiacco, gol’, “a Bologna si deve creare una società come si deve e soprattutto oggi da soli è impossibile gestire una società di calcio, Guaraldi deve trovare qualcuno che lo aiuti ad andare avanti”.

Fogli è l’unico che accetta un confronto con l’oggi, dopo le lacrime di Janich e Pavinato, sul palco con il quarto dello scudetto, Marino Perani e altri giocatori che preferiscono celebrare i 50 anni: “La B lasciamola fuori dall’Arena Puccini, catapultiamoci nel ‘64”, intima l’attore Comaschi mentre presenta il film, “anche se con la sfiga che abbiamo mica si sa se lo rivinciamo ancora lo scudetto. L’Inter di Suarez e Jair potrebbe farcene quattro stasera”. “Zanetti ha avuto il coraggio di guardarci dentro”, sentenzia al volo il giovane assessore allo sport Luca Rizzo Nervo, presente al cinema per il Comune di Bologna, “Le ragioni, di natura squisitamente imprenditoriale, con cui ha motivato la scelta meritano tutto il nostro rispetto. Lo ringraziamo ugualmente per aver quantomeno verificato una possibilità che purtroppo è svanita”. Ora l’attesa è per il 12 giugno prossimo, quando ci sarà un nuovo cda del Bologna Calcio. All’ordine del giorno la “riduzione del capitale sociale” per coprire perdite e debiti e probabilmente annunciare come nuovo allenatore Zdenek Zeman. A dar manforte allo scontento che regna in casa Bologna ci pensa anche l’associazione Futuro Rossoblù, i 4000 tifosi che nel dicembre 2010 si fidarono del metodo Consorte e acquistarono una quota azionaria della loro squadra del cuore: “Esprimiamo la nostra perplessità per ciò che è successo oggi”, racconta il presidente Manuel Gulminelli, prima di entrare in sala per Il Cielo Capovolto, “e chiediamo i documenti e le informazioni necessarie per valutare se la manifestata volontà espressa dal Cda sia fondata su fatti concreti e non sia invece l’ennesima presa in giro ai soci, ai tifosi e alla città. Infine vista la svalutazione del capitale sociale, il nostro consiglio direttivo a fronte del rischio di ulteriore depauperamento della propria partecipazione societaria, valuterà tutte le opportune iniziative legali a tutela dei propri associati”.

*Foto di Lorenzo Burlando