“Ci vediamo al nostro appuntamento del 2 giugno a Modena“. E’ la data della festa della Repubblica che Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente onorario di Libertà e Giustizia, richiama in vista dell’incontro dell’associazione. “Ci convochiamo sotto il nome dell’onestà -afferma il giurista- che non è una parola moralistica. La politica non è il campo degli onesti, però se la disonestà diventa una questione nazionale assume una dimensione che non è morale, ma politica. A noi pare che questa sia una dimensione della nostra vita lasciata ai margini”.

“L’Italia deve cambiare – sostiene il costituzionalista – ma per cambiare deve ritrovare i fondamenti della vita comune, che sono di dedizione al bene comune. Ci dicono che siamo degli integralisti perché richiamiamo questa dimensione; tuttavia, come diceva Sant’Agostino, una società dove non esiste l’onestà, non è una società, ma una banda di ladroni. La lettura quotidiana delle notizie ci dimostra quanto sia capillarmente diffusa la mancanza del senso dello Stato, che è il prevalere degli interessi comuni sugli interessi particolari. Oggi l’Italia è agli ultimi posti nelle classifiche sulla diffusione della corruzione: non ci salviamo se non affrontiamo questo tema”.

“Non è la giustizia penale che risolve i problemi – precisa infine Zagrebelsky – l’appello al diritto serve quando le deviazioni sono eccezionali; quando invece sono diventate la normalità dei comportamenti a livello pubblico, amministrativo, politico, l’intervento del giudice penale appare addirittura un’anomalia, perché la normalità è la diffusione della corruzione. Bisogna riportare la situazione nel nostro Paese al punto in cui il rispetto delle leggi, la dedizione al bene comune, la correttezza nei comportamenti pubblici sia la normalità”.