Polemiche a Santa Lucia di Piave per la celebrazione della Festa delle Repubblica. Il sindaco leghista Riccardo Szumski, infatti, ha negato ai cittadini di utilizzare la piazza principale della località nel trevigiano per festeggiare il 2 giugno. Loro, in tutta risposta, hanno anticipato la manifestazione a questa mattina. Il primo cittadino aveva giustificato il suo ‘no’ sostenendo che la cerimonia sarebbe stata accorpata a quella più imponente di Treviso. Ma gli abitanti non si sono rassegnati e sono scesi comunque in piazza a festeggiare l’anniversario della Repubblica, alcuni abbigliati persino con la fascia tricolore. Un consigliere comunale dell’opposizione ha anche deciso di leggere alcuni articoli della Costituzione.

Ma per Szumski, che davanti alla sede municipale fa sventolare una grande bandiera veneta, non c’è molto da festeggiare. “Non sussiste nessun motivo per celebrare alcunché”, ha sottolineato, “in una situazione di aperta violazione costituzionale reiteratamente portata avanti dalla dittatura burocratica romana”. Poi ha annunciato che domani sul municipio sventolerà una bandiera italiana listata a lutto. 

Le risposte non si sono fatte attendere: “E’ un gesto propagandistico, una provocazione che potrebbe avere un senso se fosse condiviso dalla comunità, ma pensare di vietare ai cittadini la piazza per i festeggiamenti del 2 giugno è un atto di pura follia“. Con queste parole il segretario Udc e vicesegretario nazionale del partito Antonio De Poli commenta quanto accaduto a Santa Lucia di Piave. “Ho sempre grande rispetto per i sindaci, a prescindere dal colore politico, perché fanno i conti con le difficoltà nel far quadrare i conti e devono dare risposte ai cittadini ma credo sia fuori dalla realtà vietare la piazza per la Festa della Repubblica”, conclude De Poli.