Quattro mesi e 20 giorni di reclusione più 200 euro di multa. Questa la condanna richiesta dal pm della Procura di Bologna a carico della storica segretaria dell’ex leader Pd Pierluigi Bersani, Zoia Veronesi, e per l’ex capo di Gabinetto del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani Bruno Solaroli, entrambi accusati di truffa aggravata ai danni della Regione.

In sede di rito abbreviato, l’avvocato difensore di Veronesi Paolo Trombetti ha ribadito “le buone ragioni che avevamo già dimostrato – ha detto lo stesso legale al termine dell’udienza – al di là della cattiva lettura delle indagini preliminari”. “La signora Veronesi ha sempre lavorato con impegno, costanza e in modo proficuo”, ha aggiunto Trombetti convinto che “gli elementi del pm sono a nostro parere inconsistenti”. Il giudice ha quindi rinviato la decisione al prossimo 23 luglio.

Presenti in aula sia Veronesi sia Solaroli, accompagnato dal suo avvocato Cristina Giacomelli. I legali di entrambi hanno chiesto l’assoluzione. “Sono sempre stata fiduciosa – ha detto in proposito Veronesi rispondendo ai cronisti – mia mamma diceva sempre ‘male non fare, paura non averè”. Al centro della causa c’è l’incarico che Zoia Veronesi aveva a Roma e che è stato pagato dalla Regione tra il 2008 e il 2010 con circa 140mila euro. L’accusa contesta alla ex dipendente di viale Aldo Moro di aver in realtà lavorato esclusivamente per Bersani, percependo impropriamente lo stipendio dalla Regione che sarebbe quindi parte offesa.