E’ morta all’età di 86 anni nella sua casa nella Carolina del Nord la poetessa, scrittrice ed attivista afroamericana Maya Angelou. Cresciuta da sua nonna a Stamps, in Arkansas, Angelou è diventata celebre anche per il suo libro di memorie del 1969 “I Know Why the Caged Bird Sings” (Il canto del silenzio), primo di sette volumi autobiografici in cui racconta la sua vita, sin dagli abusi e le oppressioni subiti da bambina. Quando aveva solo 8 anni fu infatti violentata dal fidanzato della madre e, dopo averlo raccontato alla famiglia, l’uomo venne ucciso. “Pensavo che la mia voce l’avesse ucciso, quindi era meglio che non parlassi – allora ho semplicemente smesso di parlare”, aveva raccontato Angelou, che si chiuse in un mutismo per cinque anni.

Prima di iniziare la sua carriera di scrittrice – è autrice anche di libri per bambini – è stata cantante, ballerina, cameriera, prostituta e attrice. La sua prima autobiografia è stata per due anni nella lista dei best-seller americani, mentre la sua poesia “On the Pulse of the Morning”, scritta per l’insediamento dell’ex presidente Bill Clinton, ha venduto oltre un milione di copie negli States.

La notizia della sua scomparsa ha fatto immediatamente il giro del mondo. E se l’autrice di Harry Potter JK Rowling ha twittato una citazione di Angelou: “Se cerchi sempre di essere normale, non saprai mai quanto puoi essere meraviglioso”, la Wake Forest University, dove Angelou ha insegnato dal 1982, l’ha voluta ricordare come “un tesoro nazionale, la cui vita e gli insegnamenti hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo”.

“Un’infanzia di sofferenza ed abusi la spinsero a smettere di parlare, ma la voce che poi trovò ha aiutato generazioni di americani a trovare il loro arcobaleno tra le nuove, ed ha ispirato tutti noi ad essere migliori” ha detto Barack Obama. Il presidente americano ha rivelato che sua madre “fu ispirata da lei nella scelta del nome di mia sorella Maya”. “Come molti altri, io e Michelle ricorderemo sempre come un privilegio il tempo che abbiamo trascorso con Maya”, ha detto ancora il presidente che nel 2011 aveva conferito alla Angelou la Medal of Freedom, la massima onorificenza civile americana. “Con una parola gentile ed un forte abbraccio, aveva l’abilità di ricordarci che noi siamo tutti figli di Dio che abbiamo tutti qualcosa da offrire”.