“La mia assistita è stata arrestata in Francia per un reato diverso rispetto quelli contestati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria”. Ad affermarlo è l’avvocato Candido Bonaventura difensore (assieme ad Alfredo Biondo) di Chiara Rizzo, moglie dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai. Stamattina, i legali della Rizzo hanno depositato l’istanza al Tribunale del Riesame chiedendo la scarcerazione della donna, arrestata nell’ambito dell’operazione “Breakfast”.

Secondo gli avvocati, ci sarebbe un’incompetenza territoriale. “Non si riesce a capire – afferma Candido Bonaventura – il perché quest’inchiesta è a Reggio Calabria e non a Imperia visto che non è stata accolta l’aggravante dell’articolo 7 per il favoreggiamento alla ‘ndrangheta”. Stando a quanto riferisce il legale della Rizzo, inoltre, la procura della Repubblica di Reggio Calabria avrebbe emesso un mandato di cattura internazionale per riciclaggio e non per la violazione del 12 quinques (trasferimento fraudolento di valori) e per la procurata inosservanza dell’ordine di cattura del marito Amedeo Matacena (condannato a cinque anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa). “La Francia – ha aggiunto il legale – ha estradato Chiara Rizzo per riciclaggio, per cui chiediamo al tribunale del riesame di revocare l’ordinanza di custodia cautelare”.

Intanto tra qualche ora, nel carcere di Arghillà inizierà l’interrogatorio della donna che davanti al gip si era avvalsa della facoltà di non rispondere. Dopo aver preparato la linea difensiva, la Rizzo è intenzionata a rispondere e a chiarire i suoi rapporti con l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, anche lui arrestato per aver favorito la latitanza di Matacena e, in particolare, per aver tentato di aiutare l’ex parlamentare di Forza Italia a trasferirsi da Dubai a Beirut, in Libano. Non è escluso che, al termine dell’interrogatorio, i pm Giuseppe Lombardo e Francesco Curcio decidano di secretare anche il verbale di Chiara Rizzo.