Da una parte continua a calare il consumo di cocaina ed eroina, dall’altra aumenta quello di cannabinoidi sintetici e della cannabis “forte”. Lo dice l’European Drug Report 2014, prodotto ogni anno dall’European Monitoring Centre of Drugs and Drug Abuse, presentato dalla commissaria europea per gli Affari interni, Cecilia Malmström

Eroina in calo. Ma attenzione agli altri oppioidi
Ci sono 1,3 milioni di consumatori problematici di oppioidi in Europa, soprattutto eroinomani. Gli oppioidi continuano ad essere i principali responsabili delle morti per overdose comunque in calo netto rispetto al 2008 (- 20%). Ma il dato importante è un altro: come accennato da Jane Mounteney dell’Emcdda “un numero cospicuo dei nostri dataset mostrano un declino dell’eroina, soprattutto nel medio termine. La quantità di eroina sequestrata nell’Ue, che era di circa 5 tonnellate nel 2012, è la più bassa da 10 anni. Calano anche le prese in carico da parte del sistema sanitario di nuovi consumatori di eroina (-50% dal 2007)”. A bilanciare il dato resta tuttavia l’ascesa degli altri oppioidi che non sono l’eroina. Basti pensare che nel 2012, con una certa omogeneità tra i paesi dell’Ue, più del 10% dei nuovi consumatori di oppioidi entrati in percorsi di trattamento terapeutico stavano abusando di oppioidi diversi rispetto all’eroina: su tutti fentanyl e sostanze prescritte come sostitutive nei trattamenti di disintossicazione come metadone e buprenorfina.

2,2 milioni di giovani consumatori di cocaina
La cocaina resta lo stimolante illecito più consumato dagli europei. Si stima che 2,2 milioni di giovani (15-34 anni) abbiano usato cocaina nell’ultimo anno, con un’età media di primo consumo di 22 anni. Le differenze geografiche restano comunque sensibili. Dallo studio delle acque reflue è stato possibile rilevare che la cocaina raccoglie una domanda alta nel sud e nell’ovest dell’Europa (Spagna, Francia, Italia, Inghilterra, Belgio), mentre nel centro-nord e nell’est (Germania, Polonia, Svezia, Croazia) predominano le amfetamine. Nel sud, soprattutto in Grecia, lo stimolante più venduto secondo il report resta invece l’ecstasy (Mdma), meno costoso e con una filiera produttiva e distributiva molto più corta.

La cocaina resta quindi lo stimolante quantitativamente più usato, ma è evidente il suo declino da alcuni dati correlati: meno sequestri, meno primi ingressi in trattamento (età media 34 anni) e meno concentrazione sul campione (ovvero meno consumatori di cocaina sul totale dei consumatori).

Note dolenti: new drugs e cannabinoidi sintetici
Nel solo 2013 l’Eu Early Warning System, il sistema di allerta preventivo dell’Unione Europea sulle sostanze d’abuso, ha iscritto 81 nuove droghe. Delle 350 sostanze monitorate dal sistema i cosiddetti cannabinoidi sintetici sono il gruppo più numeroso. “Abbiamo identificato 651 siti web – spiega Michael Evans-Brown del Emcdda – Qui queste nuove sostanze psicoattive sono vendute ai cittadini europei come ‘sostanze tossiche legali’ (legal highs), ‘sostanze chimiche di ricerca’ (research chemicals), o ‘integratori alimentari’. Questa continua ad essere una sfida per l’aggiornamento normativo”. Una sfida dove le istituzioni sono sempre inevitabilmente indietro. Da ultime nel 2014 il sistema di allerta preventivo ha indicato come “a rischio” quattro nuove sostanze psicoattive dopo che alcuni report ne certificavano la seria dannosità: il 25I-NBOMe (fenetilamina), potente allucinogeno venduto come Lsd; un oppioide con effetti simili alla morfina chiamato AH-7921; la ormai nota metossietamina, un dissociativo già noto alle cronache e smerciato come un similare della ketamina (anestetico) benché produca effetti molto più devastanti; e infine il Mdpv, un catinone sintetico, conosciuto come potente stimolante.

Ana Gallegos, una delle autrici del report, segnala che “la potenza stupefacente di alcune nuove droghe sintetiche sta avendo uno sviluppo preoccupante. In particolare, alcuni nuovi oppioidi sintetici sono attivi a livelli molto bassi e quindi con poche quantità di prodotto è possibile creare migliaia di dosi”. A titolo di esempio è stato identificato in Europa un consumo illegale di Carfentanil, un oppiaceo usato come anestetico per grandi animali analogo al Fentanil e venduto regolarmente nel circuito veterinario. Il Carfentanil genera effetti psicoattivi significativi con dosi da soli 0,1 grammi. Infine, oltre alla complessità di gestire l’offerta di tali sostanze – cui si deve l’appellativo di smart drugs, ovvero “droghe furbe” perché vendute legalmente per altri usi – si inserisce la difficoltà di riuscire a riconoscere queste sostanze nel sangue dei pazienti finiti in ospedale per un ricovero o deceduti, poiché queste sostanze sono presenti in bassissime concentrazioni.

Cannabis: la più amata, ma attenzione all’alto tasso di Thc
Circa 14,6 milioni di giovani europei hanno usato la cannabis nell’ultimo anno. Il range varia da Paese a Paese dal 4 al 20% dei giovani (15-34 anni). Grandi consumatori gli spagnoli, i francesi, gli olandesi, i danesi, i polacchi e i cechi. Manca il dato italiano, perché la nostra ultima indagine epidemiologica riguarda il 2008, benché i dati sui sequestri confermerebbero il trend europeo (80% delle sostanze illecite sequestrate). In alcuni Paesi gli interventi di emergenza relazionati al consumo di cannabis stanno crescendo in modo considerevole e riguardano soprattutto giovani maschi che hanno assunto la sostanza in combinazione con un consumo acuto di alcol. Ma la vera “grande preoccupazione – sostiene Laurent Laniel (Emcdda) – è relativa alla cosiddetta ‘cannabis forte’, frutto delle innovazioni relative al sistema produttivo della sostanza che consentono oggi ad alcuni coltivatori di ottenere piante con alti livelli di Thc (il principio attivo della cannabis) e per contro bassi livelli Cbd, che è un protettivo antipsicotico”. Questo aumenterebbe la pericolosità della sostanze sia in occasione di consumo acuto che in presenza di utilizzo costante e continuo. Ad avvalorare la tesi della pericolosità di questo fenomeno è proposto il parallelo tra la crescita costante dal 2006 della potenza della cannabis e la crescita improvvisa della potenza psicoattiva della resina (hashish) dal 2011. Il report cita casi di alcuni campioni sequestrati con 60% di Thc contro un range medio dal 7 al 14%.

Hiv ed altre malattie infettive: epidemie in Grecia e Romania
L’assunzione di stupefacenti per via parenterale – ovvero diversa dall’assorbimento intestinale come nel caso dell’iniezione – continua a svolgere un ruolo rilevante nella trasmissione per via ematica delle malattie infettive: principalmente l’epatite C e, in alcuni paesi, l’Hiv/Aids. Il calo di lungo periodo delle nuove diagnosi di Hiv nel territorio europeo potrebbe interrompersi in seguito alle epidemie scoppiate tra i consumatori di sostanze stupefacenti per via parenterale in Grecia e in Romania dove se nel 2010 contribuivano al numero totale di nuove diagnosi per poco più del 2 %, nel 2012 si sono attestate al 37 %. Secondo la stima più recente, nel 2010 in Europa circa 1.700 persone sono morte a causa dell’infezione da Hiv/Aids contratta in seguito al consumo di stupefacenti per via parenterale, e la tendenza è al ribasso. Responsabili di un gran numero di decessi tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale sono anche le malattie epatiche, dovute soprattutto ad infezione da epatite C e spesso aggravate dal forte consumo di alcol.

Miglioriamo perché monitoriamo con serietà
Il direttore del Emcdda, Wolfgang Götz, precisa sul quadro generale che “nelle città europee la questione droga è meno visibile, grazie sia agli investimenti fatti sui programmi di trattamento sia ai servizi di riduzione del danno. Tuttavia il problema non è risolto e si sta evolvendo costantemente. Le droghe e i loro modelli di produzione e consumo stanno cambiando rispetto al passato. L’aspetto positivo è che l’Italia sta migliorando come azione perché riusciamo a monitorare meglio quanto accade avendo solide informazioni”. Solo su queste basi, sostiene la commissaria Cecilia Malmström “è possibile sviluppare risposte efficaci in tema di miglioramento del quadro normativo, prevenzione e trattamento”. Prima i dati, quindi: in Italia si comprenderà? Finita l’era Giovanardi-Serpelloni (l’ex capo del dipartimento Antidroga), si attende un nuovo corso fondato sulla linea tracciata dall’Ue: monitoraggio per impostare al meglio prevenzione, trattamenti e servizi di riduzione del danno.