Dopo ventidue anni Massimo Cellino lascia il Cagliari, vende il club agli americani. A chi però non è dato saperlo, e i precedenti non sono incoraggianti. Quello che è certo però è che finisce un’era, che ha regalato a Cellino diversi guai giudiziari, alla società una trentina di allenatori esonerati, e ai tifosi semifinali di Coppa Uefa e giocatori meravigliosi come Enzo Francescoli, David Suazo e Gianfranco Zola. In attesa di sapere se Cellino potrà o meno comprare l’agognato Leeds, la vendita del Cagliari era già da settimane un dato di fatto: o l’imprenditore milanese Tommaso Giulini, o una non meglio specificata cordata di americani rappresentata da Luca Silverstone, che in città si era già fatto vedere insieme all’architetto Dan Meis (lo stesso del nuovo stadio della Roma) proprio per discutere con il sindaco Zedda del nuovo impianto. 

La notizia arriva nella notte. Foto postata su Facebook di Cellino e Silverstone, di Cellino e Meis, a Miami, dove la famiglia dell’oramai ex presidente del Cagliari vive da tempo, la dichiarazione di un prossimo incontro per chiudere. L’unica garanzia, è stato successivamente dettato alle agenzie di stampa, è che a supervisionare il closing sarà la banca di affari Morgan Stanley. Il prezzo è di 82 milioni di euro, comprensivo del club, del centro sportivo di Assemini, dei terreni vicini all’aeroporto di Elmas su cui Cellino voleva costruire inizialmente un nuovo stadio, salvo essere bloccato da accuse di estorsione insieme al sindaco di Elmas.

Il palazzo dove si trova l’attuale sede del Cagliari invece non sarà venduto, solo affittato. In questo modo, fa sapere Cellino, potrà tenere per sé l’ultimo piano per conservare i suoi uffici come “ricordo”. Il calcio italiano si adegua dunque al trend europeo delle proprietà straniere. Dopo gli indonesiani a Milano e gli americani a Roma, ecco altri americani sbarcare a Cagliari. Ma chi sono? Mistero assoluto. La garanzia dovrebbe offrirla Silverstone, 43 anni, vice segretario nazionale di Confedercontribuenti, imparentato con l’ex deputato del Pdl Maurizio Scelli, proprietario del Sulmona Calcio. E proprio a Sulmona, Silverstone si era presentato con un altro archistar, nel caso Matt Rossetti, per costruire uno stadio, salvo defilarsi all’ultimo minuto quando tutto sembrava cosa fatta.

Ora ci riprova a Cagliari, dove in rappresentanza di una cordata americana si è già incontrato col sindaco Zedda per realizzare un nuovo magnifico impianto al posto del decadente Sant’Elia, in cui comunque il Cagliari continuerà a giocare nella prossima stagione. E’ cosa fatta, scrivono tutti. Però mancano le firme, non si conosce l’identità dei compratori, restano i precedenti della mancata realizzazione dello stadio a Sulmona e del non ancora ratificato acquisto del Leeds. A giorni la nebbia si dovrebbe diradare. Sapremo allora se su Cagliari splenderà o meno il sole.

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