Una media regionale del 52,51% dei voti conquistati, con picchi che sfondano la soglia del 61%, come a Novi di Modena, Rolo, nel reggiano, e Nonantola (Mo). Ha i colori del Partito Democratico la bandiera innalzata dai terremotati dell’Emilia Romagna, che alle elezioni europee del 25 maggio hanno confermato, con il loro voto, la vittoria schiacciante conquistata in Italia dal partito guidato da Matteo Renzi. Da Mirandola a San Felice Sul Panaro, da Bondeno a Crevalcore, a Reggiolo, i democratici, in una terra che è storicamente un fortino rosso, hanno portato a casa, rispetto alla scorsa tornata elettorale, quella del 2013, in media il 10% dei voti in più, tanto che per molti candidati a sindaco nei comuni colpiti dai fenomeni sismici del maggio 2012, la maggior parte a guida Pd, lo scrutinio delle schede per le amministrative fa un po’ meno paura. Il Movimento 5 Stelle, incognita di questa elezione europea, invece, nel cratere Emiliano ha perso circa 2 punti percentuale rispetto alla media nazionale, fermandosi al 19, 23%. E tuttavia, staccando nettamente Forza Italia di Silvio Berlusconi, spesso in difficoltà nel superare la soglia del 15%, quando alle ultime elezioni, quelle del 2013, aveva conquistato una media del 20% dei voti, si è confermato seconda forza politica in campo.

“Il successo del Pd qui in Emilia – precisa però Massimo Nicoletti del comitato Finale Emilia Terremotata Protesta – non coincide con una promozione a pieni voti per il presidente della Regione Vasco Errani e per il suo modello di ricostruzione post terremoto. Sicuramente le promesse di Renzi hanno raccolto voti, questo è fuori discussione, e lui è riuscito a riscuotere il favore dei cattolici perché in un territorio, quello emiliano romagnolo, da 70 anni di colore rosso, il suo carisma ha attecchito con maggiore facilità. Ma di questo successo i sindaci dei Comuni terremotati e Vasco Errani beneficiano di riflesso. Certo quello nazionale non è un successo del Pd locale, perché i problemi ci sono e sono sotto agli occhi di tutti: sfollati, case ancora in macerie, la maggior parte delle aziende che non ha ancora visto un euro di rimborso e rischia di chiudere”.

La più rossa tra le provincie emiliane terremotate è Reggio Emilia, patria del ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio, renziano della prima ora: a fronte di un’affluenza calata di circa 6 punti percentuale rispetto alle precedenti elezioni, 72,9% dei votanti contro il 78,2%, lì il Pd ha preso in media il 56, 13%, sfondando la soglia del 60% nelle terre del terremoto. A Rolo e Campegine, sedi di alcuni dei caseifici di Parmigiano Reggiano crollati in seguito alle scosse, infatti, il partito di Renzi si è aggiudicato, rispettivamente, il 61,71% dei voti, e il 63,93%, mentre nel secondo Comune, oltre a Rolo, più danneggiato dal sisma, Reggiolo, si è attestato al 54,94% dei voti. In perdita, invece, il Movimento 5 Stelle che nel 2013, in provincia di Reggio Emilia, aveva conquistato il 24,29%, mentre alle europee si è dovuto accontentare del 19,41%.

E sempre il Pd ha trionfato anche nei comuni del ‘cratere’ ferrarese guidati da sindaci di centrodestra, come a Bondeno, in provincia di Ferrara, dove i democratici hanno preso il 44,9% staccando Forza Italia e Lega Nord di quasi 30 punti percentuale, e dove il sindaco uscente, Alan Fabbri, candidato con il centrodestra, corre per essere riconfermato. O come a Sant’Agostino, dove il primo cittadino in lizza per la rielezione è Fabrizio Toselli, centrodestra, e dove il Pd si è aggiudicato il 41,9% dei voti, seguito dal Movimento 5 Stelle, 20, 4%, e poi da Forza Italia, solo terza con il 17,83%.

Ma anche nel modenese e nel bolognese, gli altri vertici del quadrato terremotato dell’Emilia Romagna, lo tsunami Renzi si è sentito forte e chiaro. Con una media del 54% dei voti ottenuti, il Pd ha stravinto a Novi di Modena, 61,89% (+ 12,9% rispetto alle scorse elezioni), conquistando alte percentuali anche nei Comuni del cratere sismico chiamati a votare per eleggere un nuovo sindaco, come Medolla, dove si è aggiudicato il 59,86%, Carpi, 58,43%, il 56,68% a Concordia sulla Secchia, il 53,27% a Cavezzo. Perde in media 3 punti percentuale rispetto alle scorse elezioni, invece, il Movimento 5 Stelle, che supera il 25% dei voti nei comuni alluvionati di Bomporto (25,86%) e Bastiglia (24,92%), dove già nel 2013 si era dimostrato forte, ma che nel cratere, tranne il 23% conquistato a San Prospero, non riesce a superare la soglia del 20%: come a Finale Emilia (20,61%), San Felice sul Panaro (19,82%), o Cavezzo (19,05%). Anche nella provincia di Bologna, colpita gravemente dal sisma soprattutto nei comuni di Crevalcore e Pieve di Cento, poi, i democratici di Renzi hanno vinto la battaglia a tre contro Beppe Grillo e Silvio Berlusconi: a Crevalcore, infatti, i Dem hanno conquistato il 55,65% dei voti (+ 12,41% rispetto alle scorse elezioni), mentre a Pieve di Cento il 52,62% (+ 13,81%).

In linea con i risultati della tornata elettorale per le europee lo scrutinio delle schede per le amministrative nei comuni della bassa terremotata. Se il Pd si conferma il partito numero uno per municipi conquistati, sono stati rieletti a larga maggioranza anche i sindaci dell’area cratere che si erano ricandidati per un secondo mandato, come i democratici Sergio Maccagnini di Pieve di Cento (72,02%), Claudio Broglia di Crevalcore (62,59%), Alberto Borghi di Bomporto (71,81%), Claudio Broglia di Crevalcore (62,59%), Reggiolo (53,19%), Rudi Accorsi di San Possidonio (84%), Alberto Silvestri di San Felice Sul Panaro (63,39%), Angela Poltronieri di Mirabello (52,94%). Sindaco per la seconda volta anche Fabrizio Toselli del centrodestra di Sant’Agostino (76,53%), riconfermato nonostante i voti presi dal Pd per la tornata elettorale europea. Il Movimento 5 Stelle, che alle scorse amministrative, nel 2009, era ancora agli albori, con percentuali di voti spesso inferiori al 10%, invece, conquista punti, aggiudicandosi il secondo posto a Bomporto (18,66%), Crevalcore (17,34%), e Reggiolo (15,38%). Perde voti il centrodestra, che nel 2009 era il secondo partito nella maggior parte del cratere, spesso sopra al 30%, ma che nel corso di questa tornata elettorale ha faticato a raggiungere, in molte città della bassa, da Concordia a Crevalcore, da Reggiolo a San Possidonio, il 10 – 15%.