“Andrà molto bene interpretato quello che è successo oggi, perché anche andando in giro non la si annusava questa situazione. Il paragone con la Dc regge anche per il fatto che prima sembrava che nessuno mai votasse i democristiani e poi li votavano sempre tutti”. Con queste battute finali Marco Travaglio commenta la vittoria schiacciante del Pd alle elezioni europee. Il giornalista osserva: “Questo è un Paese mobile e liquidissimo, ormai. Cambia continuamente. E non so se questo sia un segno di disorientamento, di disperazione o di speranza. Forse bisognerebbe chiedere a Masia (direttore dell’istituto Emg, ndr) com’è possibile che la gente, appena uscita dai seggi, mentisse anche più di quanto non mentisse prima di andarci ai seggi. E com’è possibile che lo scarto fra l’exit poll e il risultato reale sia stato così clamorosamente diverso”. E aggiunge: “Noi pensavamo che il voto per Grillo fosse più inconfessabile, tanto che l’anno scorso i sondaggisti sbagliarono di 6-7 punti. Oggi invece dobbiamo prendere atto che molti hanno votato per il Pd, ma poi non lo hanno confessato. E questo” – conclude – “è un altro fenomeno che ricorda la Dc. E’ un bel terremoto che andrà spiegato dagli esperti di flussi e anche forse dagli psicologi e dagli psichiatri