Accusa la Troika e il Fmi, chiede un fondo europeo e il taglio del debito: ecco il paradosso di Iorgos Hatzimarkakis, che vuol “difendere gli interessi greci ma con la casacca liberale tedesca”. La singolare storia del deputato greco che vive in Germania da anni (eletto all’Europarlamento per due mandati con i liberali tedeschi dell’FDP) e che domenica corre in Grecia alle europee con la sua nuova formazione politica. Il suo decalogo? Un coraggioso taglio del debito greco, un fondo monetario europeo controllato dal Parlamento e la riduzione della disoccupazione giovanile: ecco le condizioni per l’uscita del Paese dalla crisi. Il fondatore e presidente del partito “Greci cittadini europei”, che ha trascorso dieci anni al Parlamento europeo come membro dei liberali tedeschi, apre a collaborazioni con tutti i partiti ellenici tranne che con Alba dorata. E preparando così il terreno alle elezioni politiche del dopo Samaras.

Alla Grecia servono persone che conoscono gli affari europei, scrive su twitter. Sostiene che la Grecia a causa della politica sbagliata di tutti i precedenti governi ha tentato di gestire la crisi ed è diventata una colonia degli istituti di credito. Nonostante la presidenza di turno dell’Ue, dice che in sostanza questo governo non ha fatto nulla. E si chiede: perché la Spagna con 100 miliardi di euro ricevuti dal Efsf (il fondo salva-Stati) per salvare le banche non ha poi avuto bisogno dell’intervento della Troika? Perché la Grecia ha pagato due anni i tassi di interesse artificialmente alti? “Nessun politico greco ha sostenuto il contrario”. E così “oggi siamo arrivati ​​allo stesso debito che avevamo quando la crisi finanziaria è scoppiata. Quindi, tutti questi sacrifici non sono serviti a nulla”.

Si professa convintamente europeista, dal momento che la cultura greca è “il lievito nella pasta europea” e con alcuni principi di base della Magna Grecia potrebbe nuovamente diventare un modello di democrazia in Europa. Questo lo scopo del suo partito: trasformare la politica in etica. Passando alla pratica economica oserva che senza un grande taglio del debito e senza una gestione della sostenibilità del debito non si uscirà dalla crisi. Il tema dell’uscita dall’euro non esiste secondo Hatzimarkakis, che individua quattro passaggi per rilanciare l’economia greca: allungare il rimborso del debito di almeno 50 anni, tagliarlo del 50%, rimborsarlo senza interessi (in quanto il tasso previsto nel primo memorandum era errato) e infine creare un fondo di sviluppo, che nei fatti è stato già annunciato dalla Cancelliera Angela Merkel in occasione della sua recente visita ad Atene.

Definisce la Troika il risultato di una politica senza un piano programmatico, considerando una vera e propria gaffe l’ingresso del Fondo monetario nel pool dei creditori internazionali, ragion per cui chiede che la politica continentale si sforzi di far nascere un Fondo monetario europeo, che sarà controllato dal Parlamento, perché “non abbiamo più bisogno dei meccanismi Esm (European stability mechanism, il fondo di salvataggio attivo dal 2012) e Efsf (predecessore dell’Esm)”. Qualora i due partiti al governo della Grecia, i conservatori di Nea Dimokratia e i socialisti del Pasok non dovessero raggiungere il 25% alle europee, si farebbe più vicina una crisi di governo, osserva Hatzimarkakis dalle colonne del quotidiano Kathimerinì, con un conseguente processo di transizione a cui il suo partito, il terzo contenitore nato ex novo in Grecia nell’ultimo mese, non vorrà mancare.

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