“A mensa tutti mangeranno la stessa cosa, differendo nel momento della merenda in cui alcuni usufruiranno della merenda fornita dalla ditta (con un supplemento di costo ndr) e altri avranno la facoltà di portarla da casa”. Il sindaco del Comune di Pomezia, Fabio Fucci (M5S), spiega la decisione di adottare due tipi di menù, uno meno costoso e uno più costoso, nelle mense delle scuole materne e elementari del comune laziale come “un’opportunità di scelta per le famiglie” ed afferma che “i bambini sono perfettamente in grado di comprendere” e “non avvertiranno la differenza”. Ma i genitori degli alunni che, a partire da settembre, saranno interessati dalla differenziazione dei menù scolastici, non sono d’accordo: “Significa che ci sarà un menù dei poveri e un menù dei ricchi – dice una mamma -. Non potevano adottarne uno unico per tutti a un prezzo ragionevole?”. “Invece di dare il dolce tre volte a settimana – aggiunge una nonna – lo danno una volta, ma a tutti”. “Qui non discutiamo di una scelta del sindaco, uomo solo al comando, qui parliamo di un processo partecipativo che abbiamo innescato coinvolgendo le famiglie, coinvolgendo le scuole”, sottolinea il sindaco Fucci. Diverse mamme dicono, però, di non essere mai state chiamate ad esprimere un parere in merito: “Io l’ho visto oggi sul giornale – spiega un genitore, rappresentante di classe ai microfoni de ilfattoquotidiano.it –. Spero si faccia una “rivoluzione” tutti insieme”. Un’altra rappresentante di classe spiega di aver ricevuto “la comunicazione dalla ‘Commissione mensa’”. “Ci hanno detto, di punto in bianco, che è stato scelto di fare due menù, a nostro avviso contro ogni logica perché discriminante”  di Paola Mentuccia