A chi mette in dubbio la sua fedeltà al Cavaliere e al partito, continua a ripetere che non abbandonerà “mai Berlusconi e Forza Italia“. Nel frattempo, però, Sandro Bondi ha ‘ratificato’ le sue dimissioni da tesoriere cedendo il testimone alla fedelissima dell’ex premier Maria Rosaria Rossi, responsabilità condivisa con Silvio Berlusconi. Tutto è avvenuto durante la riunione del comitato di presidenza forzista a Palazzo Grazioli alla presenza dell’ex premier. Il leader di Forza Italia le avrebbe chiesto la disponibilità a svolgere il ruolo di amministratore straordinario, a maggior ragione per il fatto che lei è una presenza fissa a palazzo Grazioli ed Arcore e questo rende più agevole e veloce la trasmissione dei documenti riguardanti la gestione del partito. Soddisfatto della decisione Giovanni Toti, consigliere politico di Fi, che su twitter scrive: “Complimenti!! Un’ottima scelta. Buon lavoro Maria Rosaria. Il rinnovamento continua…e grazie di cuore a Sandro per il lavoro fatto”.

Bondi, però, ha precisato che l’avvicendamento era una cosa già prevista da tempo, non ha nessun significato politico e non implica “nessun disimpegno da parte mia”. Da via del Plebiscito rassicurano dunque che non ci sarà nessun nuovo caso Bonaiuti, riferendosi all’addio dell’ex portavoce del leader di Fi che ad aprile ha deciso di lasciare il partito. L’ex ministro dei Beni culturali, dice, resterà fedele alla parola data: continuerà, cioè, a lavorare nell’interesse di Forza Italia. Un partito che, però, ritiene abbia fallito e dove tutto è “affidato più ancora che nel passato al carisma di Berlusconi”. Tutte considerazioni che Bondi aveva fatto apertamente il mese scorso, quando in una lettera a La Stampa, oltre a denunciare la crisi di identità del centrodestra, invitava Berlusconi a dire “chiaramente che se Renzi farà delle cose giuste lo sosterrà e che lo criticherà o lo avverserà con fermezza solo se non manterrà fede alle sue promesse di cambiamento e di modernizzazione dell’Italia”.

A meno tre giorni dal voto finale delle europee, dunque, spetterà ad una fedelissima del Cavaliere gestire le casse del partito in qualità di amministratore straordinario. Lei, riferiscono, avrà il potere di firma, sotto la supervisione del Cavaliere. A dimostrazione che il ‘cambio di guardia’ alla guida delle casse azzurre non sia stato traumatico, racconta chi era presente al vertice di questo pomeriggio con l’ex Cavaliere, la Rossi è stata nominata all’unanimità, con tanto di applauso finale. Al passaggio di consegne, come viene definito nell’entourage forzista il ‘cambio’ alla gestione del tesoretto forzista, c’erano tra gli altri, Sestino Giacomoni, Rocco Crimi, tesoriere (insieme a Maurizio Bianconi) dell’ex Pdl, Denis Verdini, Giovanni Toti, Antonio Tajani e Deborah Bergamini