“Ridiamo a Bologna il suo colore rosso, torniamo alle nostre radici di sinistra”. Alexis Tsipras conclude la sua giornata italiana da candidato per L’Altra Europa alla presidenza della Commissione Europea, davanti ad oltre 4mila persone nella storica piazza Maggiore del capoluogo emiliano, dopo aver toccato Milano e Torino. Li cita anche lui Togliatti e Berlinguer oratori in quella ‘piazza grande’, come la cantava Dalla, riempita nel recente passato anche per Romano Prodi e Massimo D’Alema, e in anni vicini da Beppe Grillo. La sfida simbolica con il leader dei 5 Stelle, che quasi in contemporanea si trovava nel salotto di Bruno Vespa, è palese: “So che Grillo è solito andare in piazze che hanno un significato storico per la sinistra italiana”, spiega il leader di Syriza ai giornalisti prima di salire sul palco di Piazza Maggiore, “però sarebbe bello se riuscisse anche a valorizzasse le idee della sinistra”. Il tiro dell’attacco al dirimpettaio che ha drenato i voti di protesta della sinistra è ad alzo zero, ma i toni sono sempre smorzati: “Grillo dice di essere l’argine in Italia di Alba Dorata? – prosegue Tsipras – Bisogna vedere quanto è positivo per lui arrivare più o meno nella loro area ideologica”. E ancora: “L’unica risposta pericolosa per il sistema siamo noi, non la protesta arida di Grillo”.

Scherza Tsipras, anche se poi dal palco il pericolo fascista e nazista per l’intera Europa viene citato più volte: “Non c’è spazio per loro in Europa. E una città come Bologna, che non dimentichiamolo ha avuto dei terroristi neofascisti responsabili della strage alla stazione del 2 agosto 1980, addestrati dal regime dei colonnelli in Grecia, ha già dato una risposta antifascista concreta per arginarli”. Eccoli i pericoli per il leader greco, attorniato dai candidati della circoscrizione Nord Est e Nord Ovest de L’Altra Europa tra cui spiccano i nomi dell’attore Ivano Marescotti e del giornalista di Repubblica Curzio Maltese: fascisti e austerity. Quest’ultima una parola ripetuta almeno una decina di volte nel breve discorso di nemmeno una quindicina di minuti: “Gente come il portoghese Barroso o il lussemburghese Jean-Claude Juncker, candidato con i popolari, hanno sostituito i governi democraticamente eletti con banchieri e tecnocrati fedeli all’austerità. Allora vi chiedo: volete votare per l’Europa di Machiavelli o per quella dell’Illuminismo e di Antonio Gramsci?”.

Il 39enne ateniese arrivato secondo alle urne della amministrative greche 48 ore fa – “la Grecia ha dato un forte messaggio di cambiamento, tra pochi giorni saremo il primo partito greco”, ci tiene a precisare – pare a suo agio tra un Bella Ciao cantato in coro e qualche “care compagne e compagni” che sfugge dai microfoni. Davanti a lui tanti pezzi dell’arcipelago della sinistra storica – da Rifondazione a Sel, dai movimenti per i beni comuni alla Fiom e ai No Tav – ma soprattutto un robusto drappello della sinistra Pd locale come molta Cgil, intellettuali, sociologi e politici dell’area bersaniana e di difficile collocazione nel Pd a trazione Renzi. Tra loro, prima che parli Tspiras sale sul palco Cecilia Alessandrini, l’insegnante precaria, poco più che trentenne, protagonista lo scorso febbraio delle sue dimissioni da responsabile del circolo Pd in cui era iscritto anche Prodi, poche ore prima della nomina di Renzi premier. “Non mi ero sbagliata ad andarmene”, spiega dal palco la Alessandrini, “dopo l’approvazione del decreto Poletti il Pd non è più un partito progressista, ma neoconservatore e neoliberista, subalterno al potere dominante, senza coraggio e senza voglia di rottura”. “Non esiste il voto utile”, conclude poi la ragazza invitando a votare Tsipras, “ma la sinistra utile come L’Altra Europa. Non utile, per esempio, è la sinistra interna al Pd incapace di bloccare gli attacchi del governo Renzi ai diritti dei lavoratori”.

Dello stesso avviso i tanti militanti del neonato partito giunti da diverse parti del Nord e del Centro Italia. C’è il gruppo che arriva dalle Marche, quelli che provengono dalla Parma di Pizzarotti, il minicorteo di Milano che ha riempito un pullman e una decina di attivisti di Adria (Rovigo): “Tsipras dice ‘prima le persone’ e in questa Europa dove governano i banchieri è una boccata d’ossigeno”, spiega Gilberto, pensionato che “alla Fornero ha fatto appena in tempo a fare ‘ciao ciao’ ”, “Grillo non durerà molto, ma capisco che parecchi di quelli che l’hanno votato si sono buttati da quella parte perché non hanno ritrovato più nulla di ‘sinistra’ ”.