Lo strano caso della security Acea si trasforma in una battaglia in Campidoglio. Il consigliere piddino Athos De Luca ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale sulla società romana dell’acqua e della luce al centro di un’indagine sugli appalti per i servizi di sicurezza. Nel documento si chiedono chiarimenti per il “comportamento di Acea, che, pur sostenendo si tratti di casi isolati e posizioni personali, ha poi messo a disposizione degli indagati il più prestigioso studio legale della capitale”, cioè gli avvocati dello studio Vassalli Olivo e associati. Un comportamento anomalo secondo il consigliere “tenuto conto anche che non si tratta di incidenti sul lavoro ma di reati penali commessi da dirigenti Acea”. Reati che se trovassero un effettivo riscontro aprirebbero alla possibilità per l’azienda di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento a carico degli indagati. La società fa però sapere che “non c’è nessun affidamento da parte di Acea. L’affidamento è stato infatti operato direttamente dal dirigente interessato, a titolo personale“. Ma De Luca interpellato in merito da ilfattoquotidiano.it fa sapere di essere ancora in attesa di una risposta formale in consiglio e sottolinea che in ogni caso resta un fatto che “gli indagati sono rimasti al loro posto e addirittura si stanno occupando della nuova gara d’appalto. Mi sarei aspettato che, avendo avuto notizia di reato così grave, il dirigente fosse spostato ad altro incarico all’interno dell’azienda. Se poi in più Acea paga anche gli avvocati, come mi risulta da fonti interne, tutto questo configura una sorta di protezione anomala”.

Lo scambio a distanza avviene a pochi giorni dalla notizia dell’inchiesta del pm Silvia Sereni nella quale sono indagati tre dirigenti Acea fra cui il responsabile della sicurezza, Alfonso Messina, per il reato di estorsione nei confronti del comandante delle guardie della ditta appaltatrice Security Service nella fase di rinnovo della commessa sulla vigilanza. Un appalto triennale dal valore di dodici milioni di euro su cui ha chiesto chiarezza anche il consigliere del Nuovo Centro Destra, Stefania Belviso, domandando a Marino “se non ritenga opportuno intervenire direttamente e con massima urgenza che il caso richiede, per sollecitare l’adozione cautelativa di provvedimenti nei confronti della persona sottoposta ad indagine al fine di cautelare l’immagine dell’azienda”. Messina, come riferisce Belviso, “stante l’attuale indagine in corso, continua a svolgere il proprio incarico nel settore in cui la magistratura sta svolgendo una inchiesta per reati commessi all’esercizio delle funzioni attribuite”.

Intanto “il dipendente che ha denunciato il tutto – si legge nella interrogazione di De Luca – è stato trasferito a Frosinone dove Acea ha aperto una apposita sede della security che è stata invece chiusa a Roma dove l’azione di prevenzione è indispensabile e ha dato importanti risultati rispetto ai furti di rame ed altri gravi fenomeni che producono disservizi e danni economici all’Acea”. De Luca si è poi scagliato anche contro i compensi stabiliti per i vertici della multiutility capitolina chiedendo che Roma Capitale all’assemblea del prossimo 6 giugno bocci la relazione sulla remunerazione 2013. “ Perché il presidente Cremonesi, che percepisce un compenso complessivo di 488.217 euro e che non ha compiti esecutivi (…) ha diritto ad una retribuzione variabile (116mila euro) oltre ad uno tra i più cospicui compensi fissi (300mila euro) tra le società a media capitalizzazione”, si chiede De Luca che contesta il variabile percepito dagli amministratori “anche nel caso in cui due degli obiettivi non siano raggiunti”. E chiude con Gallo che percepisce 851mila euro di stipendio di cui 405mila fissi e 324.400 di parte variabile (oltre a 95.737 di fringe benefits, cioè i compensi in natura come l’auto aziendale): “Ecco forse dovrebbe spiegare la parte variabile a chi ha ricevuto le bollette pazze (fatture stimate sovradimensionate rispetto ai reali consumi causate da problemi di software Acea, ndr) o a chi non usa più l’acqua del rubinetto…”.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente precisazione di Acea

Egr. Direttore,

in merito a quanto riportato da ilfattoquotidiano.it relativamente alla gestione della security di Acea, corre l’obbligo fornire alcune precisazioni:
– Ribadiamo e confermiamo che l’azienda non ha affidato alcun mandato allo studio legale Vassalli Olivo e associati relativamente all’indagine in corso. Il mandato è stato affidato, a titolo personale, dal nostro responsabile della sicurezza Alfonso Messina.
– A quanto risulta formalmente ad Acea – e come correttamente riportato nel pezzo – l’indagine in corso riguarda il reato di estorsione, ed è stata generata anche dalla denuncia dell’Ing. Messina il quale, venuto a conoscenza di comportamenti ritenuti non corretti da parte di personale interno ed esterno all’azienda, ha ritenuto opportuno interessare l’autorità pubblica, a tutela degli interessi dell’azienda e sua personale.
– E’ palesemente falso affermare che Acea ha chiuso il servizio di security a Roma. Basta venire in azienda per verificarlo direttamente. E’ vero invece che Acea ha deciso di riorganizzare ed efficientare il proprio servizio di security a Piazzale Ostiense, trasferendo nella sede di Frosinone una risorsa interna. Abbiamo inoltre chiesto alla società che attualmente gestisce il servizio, Security Service, di avvicendare il personale in funzione presso la nostra sede.
– Quanto sin qui descritto non ha nulla a che vedere con la nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio di security di Acea, attualmente in corso e la cui documentazione, trattandosi di procedura aperta, è disponibile a tutti sul nostro sito. Questa gara è gestita dalla competente funzione di Acea Spa, a cui non appartiene l’ing. Messina, secondo le consuete procedure di trasparenza e libera concorrenza. L’importo presunto del servizio che verrà affidato è sensibilmente inferiore rispetto a quanto riportato dall’articolo. Nel ringraziare per lo spazio concessoci, ribadiamo che l’azienda non esiterà a tutelare in ogni sede la correttezza del proprio operato e la propria immagine.
Acea Spa