Per gli elettori ancora indecisi, ecco una breve rassegna della comunicazione elaborata dai partiti italiani per tenerli definitivamente lontani dalle urne il 25 maggio:

1. Pd

Un ricco programma condensato in poco più di un minuto. Alcune ambiguità non trovano immediato chiarimento, ad esempio se “investire nel meidin” si riferisce a un distretto industriale di Shanghai. Lo spot mette agli atti le iniziative realizzate dal governo, come se fossero stati raggiunti degli obbiettivi elettorali. Però un uccellino dice in giro che questo non è il governo del Pd ma delle cosiddette larghe intese: da qui l’equivoco, sottile come una trave nell’occhio.

Serracchiani è preparatissima e carina ma è evidente che, nelle priorità del partito, video e slide non stanno sullo stesso piano. Sarebbe bastata una felpa con i gattini, un bolerino ispirato a Miley Cyrus, anche una spilla con la tartaruga temeraria di Peppa Pig presa a prestito dalla figlia di Madia. Per riscaldare il cuore l’unica soluzione è il tapis roulant della Technogym.

2. M5S

Per il Movimento 5 stelle non ci sono migliori testimonial dei suoi stessi attivisti. Li troviamo impegnati in un gesto fortemente identitario e spiazzante: battere il pugno sul tavolo. In un crescendo che mostra sempre più persone impegnate ad esprimere dissenso, nel testo della canzone si veicola una sintesi evocativa del programma, contraddistinto da un taglio fortemente propositivo. Ritroviamo il refrain della guerra contro il diavolo, a lungo cavalcato nella comunicazione berlusconiana, sebbene con una nuova significazione. Viene tirato in mezzo come terzo incomodo il dio denaro, noto corruttore di anime, verso il quale sarà condotta battaglia con tutte le forze a disposizione.

Ognuno guardando lo spot può farsi un’idea dei suoi personaggi preferiti tra il popolo del selfie. Ecco i miei:

– a 0:24 un tennista si prende un attimo prima di battere e parla della fragilità europea

– a 1:00 un signore mostra, da fermo, il funzionamento della sua bicicletta con pedalata assistita

– a 1:37 una sciatrice distrugge quello che rimane di un pupazzo di neve con una mossa di karate

– a 1:50 una signora si spalma della crema sul collo mentre canta di atti ignobili perpetrati ai danni dei cittadini

3. Lista Tsipras

Questa lista riunisce intellettuali e persone della società civile a sostegno di un candidato greco, nonostante la situazione ingloriosa dei nostri vicini ellenici. Resi integri dalla coerenza delle loro posizioni ma frustrati dallo scarso riguardo del circo mediatico verso il programma della lista, gli addetti alla comunicazione si sono abbandonati a varie provocazioni. Tra le tante, questa è sicuramente quella più riuscita. Qualsiasi sia l’esito delle elezioni, confidiamo che il loro senso di abnegazione li tenga lontani dal tunnel della droga.

4.  Forza Italia

Uno spot elettorale sobrio e in linea con la spending review, che segna la dipartita dal Mago Otelma dalla direzione creativa del partito. Silvio Berlusconi illustra con grande chiarezza il punto centrale del programma che Forza Italia ha elaborato per la sua delegazione al Parlamento europeo alla vigilia del semestre italiano di presidenza: contenere ulteriormente l’imposta sulla prima casa. Detassazione del cibo per gli animali domestici non pervenuta.

5. Ncd

Stare insieme tra moderati può essere emozionante, come mostra la fotografia di Angelino e De Girolamo a 0:47 stranamente in posa con il pugno alzato. Bella la musica e belle le parole, anche se ascoltare Alfano che parla di possesso di attributi ha generato alcuni imbarazzi. Però ricordarsi: il simbolo è quello bianco e blu. Come nella pubblicità dei farmaci, dove alla fine una voce recita il disclaimer per i presidi medico-chirurgici, alla fine dello spot la speaker ricorda che nella foto di gruppo, anche se non si vede, c’è pure l’UDC.