La guerra dell’uomo contro la natura prende una nuova piega nel Regno Unito, dove si viene a scoprire che per combattere la tubercolosi bovina ora si sta pensando anche di usare gas letali per uccidere i tassi, animali incolpati di propagare la malattia negli allevamenti. A rivelarlo il Guardian, che ha ottenuto documenti riservati del dipartimento dell’Ambiente e degli affari rurali grazie al Freedom of information act, la legge che consente alla stampa di accedere ai progetti governativi tenuti segreti. Così, si è venuto a sapere, dall’estate del 2013 il dipartimento sta sperimentando vere e proprie “gassificazioni” delle tane di questi animali, utilizzando monossido di carbonio e altre sostanze dannose. Già da qualche anno, nel Regno Unito, va avanti il piano per contenere il numero dei tassi, ma un precedente piano che dava l’autorizzazione agli allevatori di uccidere a fucilate questi “pericolosi” abitanti del bosco è stato poi rigettato da un comitato indipendente, che lo aveva giudicato “disumano”. A causa della tubercolosi, nel 2013, oltre 26mila bovini sono stati eliminati. “Una tragedia psicologica ed economica per gli allevatori”, dicono ora gli operatori del settore, cercando di giustificare il piano di distruzione dei tassi tramite ingenti quantitativi di gas.  

Poco importa se, come ha sottolineato lo stesso ente, “al momento abbiamo effettuato esperimenti solamente in tane vuote e nessun tasso è stato ancora ucciso in questo modo”. Gli ambientalisti britannici manifestano (foto) e insorgono e, più di loro, in queste ultime ore si fanno sentire soprattutto le associazioni umanitarie. “L’uso del gas contro la fauna selvatica è già stato definito disumano”, ha detto al Guardian Mark Jones, direttore della Humane Society, veterinario e noto amante dell’ambiente. Il quale ha anche sottolineato come “dosi non letali di gas potrebbero causare inutili sofferenze agli animali e si sa già che non sono efficaci contro la maggior parte dei cuccioli”. Inoltre, c’è anche un altro problema: nelle tane dei tassi spesso vivono tanti altri animali, come conigli, rari serpenti e volpi. Tutti abitanti della foresta che potrebbero incorrere inutilmente in una brutta fine”. E l’uso del gas “è anche proibito secondo molti trattati internazionali, è indiscrimato, disumano e spesso inefficace”, ha aggiunto Jones..

Usare certi tipi di sostanze contro la fauna selvatica è già stato vietato dal Regno Unito nel 1982, ma è sempre più forte la voce dei contadini e degli allevatori che chiedono il reintegro di questa usanza. Anche un’indagine del 2005 dello stesso dipartimento dell’Ambiente ora accusato di metodi disumani concludeva che “il gas non può essere efficace nel tentativo di uccidere tutti gli animali nei loro complessi sistemi di tane. Ora gli ambientalisti chiedono l’utilizzo di altri sistemi come l’uso dei vaccini contro la tubercolosi anche nei tassi, oppure come campagne di sterilizzazione selettiva nelle zone forestali troppo prossime agli allevamenti di bovini. La National farmers union, associazione di categoria degli allevatori, intanto, continua a spingere verso “un chiaro impegno per eliminare questa malattia negli animali selvatici”. Il Regno Unito si è posto come impegno quello di eliminare la tubercolosi bovina nel giro di pochi anni. Ogni metodo è concesso, ma a quanto pare quella dei gas letali è al momento la frontiera più intrigante, almeno per gli uomini dei dipartimenti governativi, per eliminare questi altrimenti innocui abitanti delle campagne.