Sara Errani riporta l’Italia in finale agli Internazionali di tennis di Roma, 29 anni dopo Raffaella Reggi nell’85 (in un’edizione però disputata a Taranto). Un momento storico, bruscamente interrotto da Serena Williams, troppo forte nel senso pieno e fisico del termine. E da un beffardo infortunio alla fine del primo, combattuto set.

Il punteggio (6-3 6-0) parla di un dominio incontrastato. Ma a differenza della semifinale dello scorso anno al Roland Garros stavolta c’è stata partita, nonostante uno scontro oggettivamente impari sul piano dei mezzi strutturali. Se nel tennis ci fossero le categorie come nella boxe, la Errani e la Williams sarebbero separate da almeno due o tre fasce. Invece si ritrovano sullo stesso campo. E come può competere una ragazza di 165 centimetri d’altezza con un colosso che serve ad oltre 200 chilometri orari? Se l’è chiesto anche l’azzurra. E ci ha provato in tutti i modi: rimandando di là ogni bordata dell’americana, allungando la traiettoria dei colpi, aggredendo in risposta.

La partita della Errani è stata generosa e coraggiosa. Non si è lasciata intimorire dai precedenti 6-0 Williams, con il fresco e devastante 6-0 6-1 di Parigi 2013 e un solo set vinto (nel 2009 a Dubai) dall’azzurra. E neppure l’avvio shock l’ha piegata: subito 2-0 Williams, e una possibile palla del contro-break annullata dal nastro. L’azzurra è cresciuta alla distanza: nel game successivo ha sbloccato il punteggio, poi si è guadagnata un’altra palla break cancellata da un ace. E alla terza occasione, finalmente, ha strappato il servizio all’americana.

È stato il momento più emozionante del pomeriggio: sul 3-4 in rimonta l’impresa sembrava davvero possibile. Tutto il Foro Italico ci credeva. Invece la partita è finita praticamente lì. La Williams ha risposto immediatamente dominando il game seguente. E sul punto del 5-3 è arrivato l’infortunio della Errani. Un problema muscolare alla coscia sinistra che ha chiuso definitivamente i giochi. L’azzurra è rientrata in campo dopo cinque minuti di terapie con una vistosa fasciatura e visibilmente limitata negli spostamenti laterali. Così davvero impossibile sfidare la Williams. E chiuso il parziale sul 6-3, il secondo set è scivolato rapidissimo con una serie di vincenti dell’americana ed errori gratuiti dell’azzurra.

La sconfitta brucia, per come è maturata. E perché oggi la Williams non sembrava neanche imbattibile. Ma il mancato lieto fine non sminuisce il percorso che ha portato la Errani sino all’ultimo atto del torneo. A Roma ha battuto nei quarti la fortissima cinese Na Li, numero 2 del mondo, già giustiziere di Francesca Schiavone al Roland Garros 2011, e vincitrice degli ultimi Australian Open. E poi in semifinale Jelena Jankovic, ex numero 1 del ranking. Due top ten in due giorni, sempre col suo tennis umile, fatto di rincorse e determinazione.

Così la Errani è riuscita ad arrivare nell’Olimpo del tennis mondiale, di cui ormai fa parte in pianta stabile. E ha salvato anche il torneo dell’Italia, cominciato con la delusione per l’eliminazione prematura di Fabio Fognini. Doveva essere lui il salvatore della patria, il nuovo campione in grado di riportare l’Italia in finale sulla terra rossa di casa. Invece il ligure ha perso malamente al primo turno contro il modesto ceco Lukas Rosol, fra le bordate dei fischi del centrale. Sara Errani, invece, è uscita in lacrime fra gli applausi ed i ringraziamenti del suo pubblico. Ancora una volta il tennis azzurro si è aggrappato alle donne. E Sara, dopo una semifinale e una finale al Roland Garros, mette nel suo palmares anche un’altra finale a Roma. 

Nella finale maschile, invece, Novak Djokovic batte Rafa Nadal per 4-6, 6-3, 6-3, uscendo vincente per la terza volta dagli Internazionali di Roma. Ora il grande tennis lascerà l’Italia per spostarsi in Francia. Si va a Parigi: da domenica prossima comincia il Roland Garros, con tante speranze azzurre. La prima è quella di Sara Errani, infortunio permettendo. Roma è stato solo un antipasto di lusso.

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