Per dare una spallata a Chiamparino, al Pd e al sistema che domina il Piemonte è arrivato Beppe Grillo a Torino. A una settimana dal voto il fondatore del Movimento 5 Stelle ha partecipato all’evento in piazza Castello, di fronte alla sede della Regione Piemonte e di fronte a quasi 20mila persone, per sostenere il suo candidato presidente, Davide Bono, e gli altri aspiranti consiglieri regionali nella sfida contro Sergio Chiamparino e i democratici. È lo sprint finale, quello che potrebbe permettere ai grillini di conquistare ancora qualche elettore. “Recuperiamo gli ultimi punti che ci separano da Chiamparino per dargli una spallata”, dichiara al termine dell’evento Bono. 

Gli ultimi sondaggi davano il M5S intorno al 25 per cento, primo tra i partiti, sopra la coalizione di centrodestra ma sotto quella del centrosinistra capitanata dall’ex sindaco di Torino, chiamato “l’indebitator” (per i buchi creati nel bilancio del Comune durante le sue due legislature) e l’uomo delle banche. Nonostante questa differenza Bono crede nello slogan “Vinciamo noi”: “Non è un’impresa impossibile e loro hanno paura”, dice. Qualcuno, all’interno del movimento crede che sia un azzardo che può tornare utile. “Lo slogan è un incentivo per spingere la gente sfiduciata a votare”, afferma il senatore Alberto Airola, mentre la deputata Laura Castelli, dal palco, sostiene che “manca una settimana, teniamo duro, lunedì sarà l’alba di un nuovo giorno”. Lei non crede molto ai sondaggi: “Parlo con la gente e sanno che Chiamparino è colluso”. Pure Chiara Appendino, consigliere comunale e mattatrice della giornata, si scaglia contro l’ex sindaco: “È padre e figlio del sistema che domina Torino”. 

Il candidato presidente, un fedelissimo di Grillo, nell’ultimo mese è stato impegnato in nel #vinciamonoi tour, visitando tutta la regione in presenza dei candidati scelti con le primarie. “Vogliamo riportare i piemontesi a sentirsi protagonisti del cambiamento. Illustrerò le proposte programmatiche del movimento per rilanciare la regione, nella speranza di poter parlare anche a quelle persone che si sentono deluse dalla classe dirigente del centrosinistra e dagli scandali del centrodestra”, aveva dichiarato alla vigilia dell’evento. Così è andata e Bono (che quando è salito sul palco è stato acclamato dalla folla) ha dato pure spazio ai candidati consiglieri torinesi. “La presenza di Grillo oggi ci aiuterà, ma siamo molto cresciuti e il M5S sta in piedi sulle sue gambe – afferma Mirko Dancelli -. Il programma lo abbiamo realizzato tutto noi con i militanti, i sostenitori e gli esperti”. Non teme la sconfitta contro la coalizione di Chiamparino: “Ha messo insieme un’ammucchiata, ma comunque noi lavoriamo per vincere”. L’ex insegnante Margherita Cardone, altra candidata, sostiene che l’arrivo del comico genovese possa dare un aiuto importante: “La sua presenza è un impulso a votare. Lui urla come noi urliamo quando i nostri figli sono in pericolo. I nostri figli e i nostri nipoti sono veramente in pericolo, per questo bisogna urlare, ma usando la matita”. 

E mentre Grillo dal palco preannuncia dossier contro il M5S, Bono dice di non temere attacchi degli avversari anche se negli ultimi giorni è stato criticato da Eleonora Artesio, consigliera regionale della Federazione di Sinistra che ha denunciato l’uso “indebito” degli uffici consiliari per la campagna elettorale. Non è stato l’unico caso. Il Pd ha seguito gli interventi in piazza Castello con attenzione pronto a querelare chi accosterà il partito allo scandalo Expo 2015 e l’arresto di Primo Greganti. Quest’attenzione è sorta dopo un comunicato di Bono del 12 maggio: “Io ho solo detto che c’è una continuità tra il partito piemontese con il vecchio Pci delle tangenti”, spiega. Sul palco, poi, rincara la dose. “Quelli del Pd hanno detto a Grillo di portare una valigia piena di soldi per pagare le querele. Io la valigia l’ho portata ed è vuota. Dite al Pd che saranno loro a riempirla”.