Chi l’ha detto che in camper ci vanno solo i politici in campagna elettorale? Questa volta ci vanno i ragazzi e non sono a caccia di voti.

Dal 25 aprile sei camper stanno girando per l’Europa con a bordo decine di ragazzi e ragazze europei con una missione oggi diventata quasi impossibile: parlare – e non urlare – di Europa con la gente comune.

Nessun ritorno elettorale, nessun partito o preferenza, solo la volontà di confrontarsi tra cittadini italiani, francesi, spagnoli, svedesi e così via su cosa va e cosa no oggi in Europa, o nell’Ue come noi giornalisti amiamo chiamarla (spesso impropriamente).

L’iniziativa è dell’associazione internazionale European Alternatives e vede appunto sei camper partiti da Berlino, Birmingham, Cluj-Napoca, Barcelona, Praga e Roma attraversare più di 60 località dove sono attive associazioni, comitati o semplici cittadini impegnati in modo “alternativo” per la difesa dei diritti civili, la tutela dell’ambiente, la promozione dei beni comuni, la democrazia, la libertà d’informazione, la tutela delle minoranze, della privacy e dei diritti digitali.

L’obiettivo dichiarato è tracciare una mappatura delle lotte in Europa  per coinvolgere i cittadini europei, connettere le voci “fuori dal coro” in ogni angolo d’Europa e amplificare la loro risonanza in tutto il continente. Ovviamente lo sguardo è alle imminenti elezioni del Parlamento europeo, ma non per spillare voti e preferenze, bensì per creare un collegamento tra queste voci e i candidati che partecipano alle elezioni, chiedendo loro di fare proprie alcune di queste richieste e idee.

Ecco che incontrare i cittadini, quelli comuni e che spesso in tempo di crisi si sentono delusi e abbandonati dall’Europa, diventa una tappa fondamentale del cosiddetto “Manifesto dei Cittadini”, il risultato di un processo partecipativo durato tre anni e caratterizzato da una raccolta di proposte in tutto il continente. Le voci, critiche, consigli e speranze che i ragazzi hanno intenzione di raccogliere contribuiranno alla stesura finale del Manifesto.

Insomma, un modo intelligente e costruttivo per proporre delle alternative a questa Europa, che più che di picconate, urla e insulti, ha bisogno di idee nuove e rivoluzionarie.

@AlessioPisano
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