Via libera del consiglio di amministrazione della Rai al taglio dei compensi entro il limite dei 240 mila euro lordi, lo stesso fissato per i manager pubblici. Adeguato anche lo stipendio del presidente Annamaria Tarantola che da 360mila euro passa al nuovo tetto stabilito dall’articolo 21 del decreto Irpef, che ha ridotto di 150 milioni gli introiti da canone dell’azienda. La delibera non riguarderebbe i dirigenti che, in attesa di approfondimenti, autoridurranno comunque il proprio stipendio. Intanto in Senato sono stati presentati emendamenti trasversali per evitare i tagli. Diverse le ‘ricette’ e le alternative proposte, ma la richiesta di sopprimere tutto l’articolo arriva dal Pd, Lega, Fi e M5S. Sempre dal Pd la richiesta di sostituire il taglio con il 50% del recupero del canone.

Già all’atto dell’insediamento del cda, nel 2012, gli stipendi dei componenti erano stati abbassati rispetto al passato: il compenso dei consiglieri era passato da 98mila euro a 66mila, quello del presidente era stato ridotto del 20% rispetto al predecessore Paolo Garimberti. In Rai, secondo i dati recentemente forniti dal direttore generale Luigi Gubitosi in commissione di Vigilanza, dei 300 dirigenti (incluso il dg che percepisce 650 mila euro) 3 guadagnano sopra i 500mila euro, 1 tra i 400 e i 500mila euro, 4 tra i 300 e i 400mila euro, 34 tra i 200 e i 300mila euro, 190 tra i 100 e i 200mila euro, 68 sotto i 100mila euro. Per quanto riguarda i 322 giornalisti dirigenti, 1 riceve una busta paga sopra i 500mila euro (l’ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, in aspettativa), 3 tra i 400 e i 500mila euro, 3 tra i 300 e i 400mila euro, 24 tra i 200 e i 300mila euro, 273 tra i 100 e i 200mila euro e 18 al di sotto dei 100mila euro. Nel contratto di servizio in fase di definizione, dopo le modifiche apportate in Commissione di Vigilanza, è prevista la pubblicazione dei dati aggregati dei compensi per tipologia contrattuale e fasce retributive.

Meno di una settimana fa il segretario UsigraiVittorio Di Trapani, aveva annunciato che la Rai stava preparando un ricorso proprio contro il taglio deciso dal decreto varato ad aprile dal governo Renzi. Nell’ultima trasmissione di Ballarò, proprio il presidente del Consiglio era stato protagonista di un dibattito con il conduttore Giovanni Floris sul taglio dei costi. Questa mattina il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha smentito la notizia che era circolata circa la volontà di lasciare l’incarico a Viale Mazzini. Nei corridoi di Viale Mazzini, fa sapere Adnkronos, si sottolinea che il dg è impegnato, come da mandato del cda, nella “riscrittura” del piano industriale dell’azienda, alla luce dei cambiamenti prefigurati nel bilancio dell’azienda.