60mila euro per il restauro de L’Udienza di Marco Ferreri, una cifra ancora da decidere per le quote a fondo perduto del Torino Film Lab, e ancora una fetta di finanziamenti per le mostre temporanee del Museo del Cinema di Torino o per singole retrospettive del Torino Film Festival. Questi i progetti di crowdfunding lanciati dal Museo del Cinema di Torino sul sito creato per l’occasione, spazio web destinato a raccogliere fondi per progetti che non potrebbero essere realizzati senza un contributo diretto di appassionati e cinefili. La storica istituzione museale a sfondo cinematografico con sede nella Mole Antonelliana – è il settimo museo più visitato in Italia secondo gli ultimi dai Istat – ricorre al sistema più in voga ai tempi del web per condividere presente e futuro della storia del cinema.

“Chiaro, alla base c’è sempre una motivazione economica, cioè qualche finanziamento che viene a mancare e che cerchiamo online”, spiega a ilfattoquotidiano.it il direttore del Museo del Cinema e direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, “ma c’è anche una motivazione più nobile: le istituzioni culturali devono diventare luoghi di partecipazione. Il nostro slogan è ‘Un museo per tutti, un museo per te’ che significa sia accessibilità alle nostre strutture, sia un intervento diretto del pubblico in questo caso aiutando alcune singole attività museali lasciando la propria firma”. Infatti per chi vorrà partecipare al restauro dello storico film diretto da Marco Ferreri, girato nel 1971, con uno splendido Enzo Jannacci protagonista, le donazioni possibili oscillano dai 10 ai 250 euro e il proprio nome finirà nei credits del restauro, che verrà effettuato nel Laboratorio dell’Immagine Ritrovato/Cineteca di Bologna assieme al museo torinese. Oltre al nome nel rullo finale, ci sarà anche la possibilità di una prima visione gratuita durante la proiezione del restauro alla prossima Mostra del Cinema di Venezia e un viaggio premio di un giorno per visitare i laboratori bolognesi.

“Le istituzioni e le fondazioni bancarie continueranno a dare i loro contributi economici al Museo del Cinema e alle sue attività correlate – prosegue Barbera – ma di fronte alle difficoltà di mantenere certi standard proviamo a coinvolgere il pubblico con un risultato immediatamente visibile, misurabile e trasparente”. Sulla pagina preposta per L’Udienza si è già arrivati in poche ore a 20mila euro e la scadenza per erogare il proprio mattoncino cinefilo è metà luglio 2014. “Dopo ci saranno altri progetti finanziabili in crowdfunding a partire dal mantenimento della quota di fondo perduto per le opere realizzate attraverso il fondo del Torino Film Lab: circa 260mila euro su un totale di 1milione e 700mila euro che, perché no, proviamo a mantenere tale e magari ad alzare sui 300, 350 mila”.

Oltre alle speranze per i progetti di giovani autori che ogni anno scelgono anche dall’estero Torino e il Piemonte come set per i propri film, si profila anche qualche puntata web per singole mostre del Museo del Cinema e sezioni/retrospettive del Torino Film Festival: “Nel 2015 avremo due mostre importanti nella Mole, sulla Grande Guerra e sul Neorealismo – aggiunge Barbera – esposizioni sempre più complesse e transmediali che coinvolgono fotografia, cinema, letteratura, musica, teatro, e che possono richiedere alcuni contributi intermedi ad hoc. Anche per i festival gestiti dal Museo del Cinema (TFF, Cinemambiente, TGLFF ndr) individueremo proposte originali e interverremo su quelle”.